Con le bici da strada


Proponiamo alcuni emozionanti itinerari rivolti agli appassionati delle bici da strada o da corsa, come a molti piace definirle. Ciclisti della domenica, semplici simpatizzanti o aspiranti Coppi e Bartali, ci sono itinerari per tutti i gusti e di vari livelli di difficoltà.


Lungo le salite dei campioni


Distanza 80 km su strada asfaltata
Tempo di percorrenza 5 ore
Difficoltà *****
Pendenza 4-5% per 6 km e 10% per 11 km
Tappe (visualizza la cartina)   Scafa, San Valentino, Roccamorice, Manoppello


Tipologia


L'itinerario, molto impegnativo e rivolto a ciclisti esperti e davvero allenati, è caratterizzato da una delle salite più dure d'Italia, dove si allenano i campioni di oggi e debuttavano nel mondo del ciclismo i miti di ieri, come Eddy Merckx. Il ciclista belga soprannominato il "cannibale", per la sua fama di vittorie, che conquistò cinque Tour de France e cinque Giri d'Italia, nel ‘72 passò proprio sulle salite del Blockhaus, dove continuò ad allenarsi tra gli anni ‘70 e ‘75.

Questa è una tappa imperdibile anche per i più esperti, che si riservano di compiere l'ardua impresa almeno una volta l'anno, generalmente prima di agosto, tanto per mantenere la tradizione ed accettare la sfida.

Per consigli tecnici: "Pedale Teate Free Bike" Viale Benedetto Croce 162, Chieti Scalo, Team manager Roberto Marracino (Tel. 347 8474440), www.pedaleteate.135.it


Descrizione


Questo itinerario parte dalla Stazione ferroviaria di Scafa e raggiunge Blockhaus, la cima più alta del comprensorio della Majella, che supera una quota di 2 mila metri d'altezza.

Si parte da Scafa diretti a San Valentino, piccolo gioiello naturalistico incastonato tra le verdi colline del Parco Nazionale della Majella, e già si devono fare i conti con le prime salite. In questo tratto si incontrano infatti i primi sei chilometri di salite di una pendenza media del 6 per cento, ma fortunatamente ci si imbatte anche in una fontana di acqua purissima, utile per dissetarsi e fare rifornimento.

Da San Valentino si va in direzione Caramanico, fino ad imboccare il bivio per Roccamorice, caratterizzato da piccole discese e salite, niente in confronto a quello che sta per arrivare. Passata Roccamorice, altra perla del Parco Nazionale della Majella, affacciata su una collina che domina il fiume Lavino, dopo soli tre chilometri c'è una provvidenziale fontana, che segna anche l'inizio delle salite.

 

Il gioco si fa duro: cominciano le note salite, che passano in contrada Civita nei pressi dell'Eremo di Santo Spirito, dove è consigliato fermarsi per una sosta, ma bisogna comunque rimanere caldi e concentrati per affrontare la sfida di Merckx. Ci sono undici durissimi chilometri di salite con una pendenza media del 10 per cento da percorrere, prima di poter vedere, con sollievo, gli impianti sciistici della Majelletta e la vetta del Blockhaus. Per il ritorno, una volta scesi dalla Majelletta, si gira a sinistra verso Lettomanoppello.
E dopo aver attraversato le discese di Lettomanoppello e del comprensorio di Manoppello si raggiunge la pianura fino a fare ritorno a Scafa.


Consigli dell'esperto


Non dimenticare una giacca impermeabile per ripararsi durante la discesa; affrontare questo itinerario dopo aver ingerito cibi poveri di grassi, ma ricchi di carboidrati, dopo colazione o pranzo; usare rapporti duri, fino a 28 nella ruota posteriore.

 

 

Da vedere a Scafa:


 

  • le sorgenti sulfuree del Lavino, in località Decontra, circondate da un parco di 40 ettari, molto suggestive grazie alla presenza di laghetti azzurro-turchese colorati dai solfati disciolti;
  • mulino Farnese del 1600 perfettamente funzionante.

 

Da vedere a San Valentino:

 

  • la Chiesa di San Valentino e Damiano con i suoi due campanili gemelli, eseguita su progetto di Luigi Vanvitelli, celebre architetto del XVIII secolo, costruttore della Reggia di Caserta;
  • l'antico Castello in pietra con le feritoie;
  • la cinquecentesca Chiesa di San Nicola, convento degli Agostiniani, dove allievo del Chiostro fu San Nicola da Tolentino;
  • la Chiesa di Sant'Antonio, costruita nel XVII secolo, caratterizzata da una facciata barocca a da un grazioso campanile a vela.

 

 

Da vedere a Roccamorice:


 

  • la Chiesa di San Donato, dal portale quattrocentesco con gli stipiti in pietra e la torre campanaria, che all'interno conserva un'effige della Vergine ed un crocifisso di tradizione celestiniana;
  • il Palazzo Baronale, dimora gentilizia con un giardino cintato;
  • la Chiesa dell'Annunziata, conosciuta come Chiesa del Barone, perché annessa al Palazzo Baronale, ora sconsacrata, dove una torre dell'antica fortificazione è stata riutilizzata come transetto;
  • nelle vicinanze i suggestivi eremi scavati nella roccia di Santo Spirito e San Bartolomeo in Legio;
  • i complessi agro-pastorali di capanne a tholos.


Da vedere a Manoppello:


 

  • nei dintorni la bellissima Abbazia di Santa Maria D'Arabona, costruita nel 1208, è la prima chiesa cistercense eretta in Abruzzo e si caratterizza per l'abside rettangolare con monofore e finestre circolari. Nell'interno a tre navate, diviso da pilastri a fascio, si conservano nella parete di fondo dell'abside affreschi del 1373 di Antonio da Atri, mentre tra gli arredi spicca un tabernacolo in pietra di stile gotico ed un raffinato candelabro per il cero pasquale;
  • il Santuario del Volto Santo, meta di pellegrinaggi, dove si custodisce un velo sottilissimo con il ritratto del volto di Cristo visibile da ambedue le parti, nel settembre del 2006 consacrato anche da Papa Benedetto XVI.


Sosta sana in agriturismo

  • Carmelina, Scafa
  • Gincarl, San Valentino
  • La Casa del Barone, Roccamorice
  • La Roccia, Roccamorice
  • Tholos, Roccamorice
  • La Collinetta, Manoppello
  • Al Regio Tratturo, Manoppello
  • Villa Pardi, Manoppello
  • Il Giardino dei Ciliegi, Manoppello

 

Dai mistici canyons all'Orfento

 

CARAMANICO TERME


Distanza 110 km su strada asfaltata
Tempo di percorrenza 6 h
Difficoltà *****
Pendenza 4-5% per 8 km e 10% per 11 km
Tappe (visualizza la cartina)   Popoli, Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria, Piano D'Orta, Scafa, Roccamorice, Caramanico Terme

 


Tipologia


L'itinerario, molto impegnativo e rivolto a ciclisti esperti e davvero allenati, è caratterizzato da una delle salite più faticose d'Italia, tanto da essere stata scelta come parte della sesta tappa del 75° Giro d'Italia nel 1992. Un percorso estremamente affascinante che si snoda attraverso profonde valli, circhi glaciali e vegetazione selvaggia intorno alla Majella, una delle cime più imponenti dell'Appennino.

Per consigli tecnici: "Pedale Teate Free Bike" Viale Benedetto Croce 162, Chieti Scalo, Team manager Roberto Marracino (Tel. 347 8474440), www.pedaleteate.135.it


Descrizione


Da piazza XX Settembre a Popoli l'itinerario corre, in direzione Bussi sul Tirino, accanto all'autostrada A25, tra le gole di Popoli nella Valle del Pescara. In basso a sinistra si scorge il fiume Pescara, fiancheggiato dalla ferrovia, su cui s'innalza il viadotto autostradale. Quasi in corrispondenza del confluire da sinistra del fiume Tirino, la strada si allarga e, passato lo svincolo per la stazione Bussi della A25, si sale a Tocco da Casauria. Poco oltre, prima di toccare Piano d'Orta, una deviazione conduce all'Abbazia di San Clemente a Casauria.

Proseguendo sulla statale lungo il Pescara ci si può concedere una pausa per ammirare una bellissima veduta sulle gole di Popoli e Tocco distesa sull'altopiano. Attraversato il fiume Orta in prossimità di Piano d'Orta, sempre con il fiume Pescara sulla destra, si giunge a Scafa, e qui termina la parte più facile dell'itinerario. Poco più avanti si lascia la statale per seguire a destra le indicazioni per Lettomanoppello e iniziare a salire, proprio sul percorso della tappa del Giro d'Italia del 1992. Superati il Santuario dell'Iconicella e la Grotta di Praie, attraverso un bosco di faggi, si prosegue per Passo Lanciano, senza raggiungerlo però perché, all'altezza di un bivio, si gira a destra per immettersi, proseguendo dritto, sulla statale 614 per Roccamorice e il Blockhaus.

Si raggiunge la quota massima nei pressi di una nuova biforcazione dove, lasciata la statale per la Majelletta e il Blockhaus, passata una netta curva a destra, si inizia a scendere verso Roccamorice. Consigliata una sosta per apprezzare un panorama spettacolare: da un lato il massiccio della Majella, da cui spicca il Monte Amaro, e dall'altro si possono perfino scorgere le Tremiti. Lasciata  alle spalle anche Roccamorice di cui si scorge il castello medievale arroccato, dopo 4,5 chilometri si imbocca a sinistra la statale 487 di Caramanico Terme, che si raggiunge dopo 12 chilometri di saliscendi.

Consigli dell'esperto
Portare una giacca impermeabile per ripararsi durante la discesa; affrontare questo itinerario dopo aver ingerito cibi poveri di grassi, ma ricchi di carboidrati, dopo colazione o pranzo.

 

 

Da vedere a Popoli:


 

  • le Terme di Popoli, di recente costruzione, che sfruttano le curative acque sulfuree delle sorgenti del Pescara;
  • la riserva di Monte Rotondo, che si estende dal massiccio del Gran Sasso e del Morrone, attraversando le spettacolari gole di Popoli, profondamente solcate dal fiume Pescara;
  • le Sorgenti del Pescara, Riserva Naturale d'Abruzzo, caratterizzate da un vasto specchio di trasparentissima acqua creato dalla concentrazione, in una piccola area, di numerose sorgenti e polle d'acqua subacquee;
  • l'Area faunistica del Lupo presso l'Azienda Pilota "Monte Corvo", gestita dal CFS, dove è attivo un moderno centro visita del Lupo. Nei recinti della Riserva, alcuni Lupi sono infatti oggetto di studi per una banca dati genetica;
  • Palazzo Ducale, costruito alla fine del ‘400, conserva la facciata del 1824, loggiato interno, stalle e loggetta con balconata ad arco triforo;
  • Taverna Ducale, il più antico edificio del centro storico, in stile gotico, con pregevoli bassorilievi e stemmi nobiliari, ospita il Museo Antiquarium;
  • i ruderi del Castello Cantelmo, la cui costruzione iniziò fin dal 1015 con la Torre settentrionale a pianta pentagonale.

 

 

Da vedere a Tocco da Casauria:


 

  • la Chiesa della Madonna delle Grazie, che presenta nella facciata principale un portale in pietra e un rosone a raggiera;
  • la Chiesa di San Domenico, con il suo portale classico della fine del XVI secolo;
  • la Chiesa di Sant'Eustachio, caratterizzata da un esterno in stile barocco e da un interno neoclassico a tre navate, dove spicca   l'ampia tela dedicata all'immagine del Santo;
  • il Castello o Palazzo Ducale della fine del XII secolo, con la sua meravigliosa sala delle cerimonie e le sue suggestive stanze sotterranee; 
  • il Convento dell'Osservanza, che domina il paese;
  • la Chiesa della Madonna del Paradiso, con i suoi interni ornati da dipinti e sculture in stile barocco.

 

Da vedere a Castiglione a Casauria:

 

  • Palazzo De Petris Fraggianni;
  • Abbazia San Clemente a Casauria del IX secolo, splendidi l'ambone, il cero pasquale e il quattrocentesco ciborio;
  • nei dintorni la Grotta dell'Angelo, luogo di culto rupestre.

 

 

Da vedere a Piano d'Orta:


 

 

  • Officine primo novecento con eleganti capriate in ferro e pietra della Majella col laterizio decorato in stile liberty.

 

 

Da vedere a Scafa:


 

  • le sorgenti sulfuree del Lavino, in località Decontra, circondate da un parco di 40 ettari, molto suggestive grazie alla presenza di laghetti azzurro-turchese colorati dai solfati disciolti;
  • mulino Farnese del 1600 perfettamente funzionante.

 

 

Da vedere a Roccamorice:


 

  • la Chiesa di San Donato, dal portale quattrocentesco con gli stipiti in pietra e la torre campanaria, che all'interno conserva un'effige della Vergine ed un crocifisso di tradizione celestiniana;
  • il Palazzo Baronale, dimora gentilizia con un giardino cintato;
  • la Chiesa dell'Annunziata, conosciuta come Chiesa del Barone, perché annessa al Palazzo Baronale, ora sconsacrata, dove una torre dell'antica fortificazione è stata riutilizzata come transetto;
  • nelle vicinanze i suggestivi eremi scavati nella roccia di Santo Spirito e San Bartolomeo in Legio;
  • i complessi agro-pastorali di capanne a tholos.

 

 

Da vedere a Caramanico Terme:


 

  • nella Chiesa di San Tommaso affreschi duecenteschi rappresentano San Cristoforo a protezione del cammino dei pastori, a testimoniare il binomio tra la civiltà pastorale e il luogo sacro;
  • la Chiesa Santa Maria Maggiore costruita in pietra dagli scalpellini locali, romanica con portale gotico, mentre l'interno a tre navate conserva un ostensorio in rame di Nicola da Guardiagrele;
  • la Chiesa di San Domenico, lungo la via principale, con un portale ogivale in facciata ed uno romanico sul fianco;
  • la Chiesa di San Nicola, in piazza Garibaldi, con un bel portale barocco e all'interno una pregevole croce d'argento di Giovanni Rizio del 1489;
  • la località dei Luchi, particolare formazione geologica a forma di fungo;
  • nella Riserva Valle dell'Orfento c'è il Museo Naturalistico e Archeologico Paolo Barrasso, con le sezioni geologica, ambientale ed archeologica;
  • Terme di Caramanico, tel. 085 9230661, www.termedicaramanico.it


Sosta sana in agriturismo

  • la Torretta, Tocco da Casauria
  • La Masseria,Tocco da Casauria
  • La Masseria di Villa Giulia, Tocco da Casauria
  • Madonna delgi Angeli, Tocco da Casauria
  • Carmelina, Scafa
  • La Casa del Barone, Roccamorice
  • La Roccia, Roccamorice
  • Tholos, Roccamorice
  • La Collinetta, Manoppello
  • Al Regio Tratturo, Manoppello
  • Villa Pardi, Manoppello
  • Il Giardino dei Ciliegi, Manoppello
  • De Angelis Mario, Caramanico Terme
  • La Conca, Caramanico Terme
  • La Pagliarella, Caramanico Terme
  • La Pietrantica Decontra, Caramanico Terme

Tra le cime dell'Abruzzo

 

 

MANOPPELLO – FORCA DI PENNE


Distanza 110 km su strada asfaltata
Tempo di percorrenza 4 h
Difficoltà ****
Pendenza 7-8% per 15 km andata e ritorno
Tappe (visualizza la cartina)   Manoppello, Scafa, Piano D'Orta, Torre dei Passeri, Castiglione a Casauria

 


Tipologia


L'itinerario, piuttosto impegnativo e rivolto a ciclisti esperti o a sportivi allenati, parte da Manoppello, cuore del Parco Nazionale della Majella a 217 metri sul livello del mare, e si snoda attraverso il cuore pulsante della Comunità Montana della Majella e del Morrone: da Scafa a Piano D'Orta, Torre dei Passeri, Castiglione a Casauria, Pescosansonesco fino alla Forca di Penne.
Chieti Scalo, Team manager Roberto Marracino (Tel. 347 8474440), www. pedaleteate. 135.it

Descrizione
Si parte dalla stazione di Manoppello in direzione Scafa, località pianeggiante a un'altitudine di 108 metri sul livello del mare, dove si assiste alla confluenza del fiume Pescara col torrente Lavino. Salendo si procede poi verso Piano d'Orta, suggestiva frazione di Bolognano, ad un'altitudine di 278 metri per poi raggiungere Torre dei Passeri a 172 metri sul livello del mare. Da qui l'itinerario diventa più impegnativo per la cospicua presenza di ripide salite, una quindicina circa del 7-8 per cento, fino ad arrivare alla Forca di Penne.

Da Torre dei Passeri la strada si inerpica verso Castiglione a Casauria a 350 metri di altitudine, poi si sale ancora verso Pescosansonesco, a 560 metri sul livello del mare, nel l'alta Val Pescara, immersa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Da qui si procede verso l'agognata meta: Forca di Penne, Oasi del Wwf, al confine tra il massiccio del Gran Sasso e le colline della Val Pescara, di grande interesse per gli ornitologi. Arrivati alla meta si ridiscende in tutta tranquillità passando da Brittoli, Civitaquana, Catignano, Cepagatti, Villareia, fino alla stazione di Manoppello.

Consigli dell'esperto
Dotarsi di bottiglie d'acqua, barrette energetiche, sali minerali e maltodestrina.


Da vedere a Manoppello:


 

  • nei dintorni la bellissima Abbazia di Santa Maria D'Arabona, costruita nel 1208, è la prima chiesa cistercense eretta in Abruzzo e si caratterizza per l'abside rettangolare con monofore e finestre circolari. Nell'interno a tre navate, diviso da pilastri a fascio, si conservano nella parete di fondo dell'abside affreschi del 1373 di Antonio da Atri, mentre tra gli arredi spicca un tabernacolo in pietra di stile gotico ed un raffinato candelabro per il cero pasquale;
  • il Santuario del Volto Santo, meta di pellegrinaggi, dove si custodisce un velo sottilissimo con il ritratto del volto di Cristo visibile da ambedue le parti, nel settembre del 2006 consacrato anche da Papa Benedetto XVI.

 

 

Da vedere a Scafa:


 

  • le sorgenti sulfuree del Lavino, in località Decontra, circondate da un parco di 40 ettari, molto suggestive grazie alla presenza di laghetti azzurro-turchese colorati dai solfati disciolti;
  • mulino Farnese del 1600 perfettamente funzionante.

 

 

Da vedere a Piano d'Orta:


 

 

  • Officine primo novecento con eleganti capriate in ferro e pietra della Majella col laterizio decorato in stile liberty.


Da vedere a Torre dei Passeri:


  • Castello Gizzi o Casa di Dante, costruito nel ‘300 e poi ampliato nella seconda metà del ‘700, oggi utilizzato come sede di importanti mostre e convegni incentrati sulla figura del sommo poeta toscano;
  • il Duomo di Santa Maria delle Grazie, caratterizzato dai campanili gemelli e dalla pianta a croce latina, impreziosita da ornate cappelle laterali e da una vetrata policroma nella parete absidale.

 

 

Da vedere a Castiglione a Casauria:


 

  • Palazzo De Petris Fraggianni;
  • Abbazia San Clemente a Casauria del IX secolo, splendidi l'ambone, il cero pasquale e il quattrocentesco ciborio;
  • nei dintorni la Grotta dell'Angelo, luogo di culto rupestre.

Sosta sana in agriturismo

  • La Collinetta, Manoppello
  • Al Regio Tratturo, Manoppello
  • Villa Pardi, Manoppello
  • Il Giardino dei Ciliegi, Manoppello
  • Carmelina, Scafa
  • Acquaviva, Castiglione a Casauria

Il giro del Morron

 

 

CARAMANICO


Distanza 85 km su strada asfaltata
Tempo di percorrenza 4 h
Difficoltà ***
Pendenza circa il 6% per 16 km
Tappe (visualizza la cartina)   Caramanico Terme, Tocco da Casauria, Popoli

 


Tipologia


L'itinerario, non molto impegnativo e rivolto anche a ciclisti meno esperti e allenati, è caratterizzato dalle strade che circondano il Monte Morrone e attraversano sia la sponda della provincia pescarese che quella della provincia aquilana, con un piccolo sconfinamento verso Sulmona e Pacentro.

L'unica salita del percorso si incontra proprio sul versante aquilano: da Sulmona in direzione Passo San Leonardo ed è lunga 16 km con una pendenza media del 6 per cento. La fatica di questa salita sarà però ripagata dalla bellezza del Monte Morrone, che in questo tratto rivela tutta la sua imponenza.
Per consigli tecnici contattare il signor Ivo, presso l'enoteca La Lanterna, corso Berardi, Caramanico Terme (Tel. 085 92504).


Descrizione


Si parte dal cuore del Parco Nazionale della Majella, Caramanico Terme caratterizzato dalla presenza di acque sulfuree e di un attrezzato centro termale, ed esattamente da corso Berardi e si procede in direzione San Tommaso, caratteristica frazione di Caramanico. San Tommaso è infatti famosa perché ospita l'omonima chiesa, che risale alla seconda metà del XII secolo e la cui costruzione è attribuita alle maestranze dell'Abbazia di San Clemente a Casauria.

Da San Tommaso si va poi verso Musellaro, frazione di Bolognano a metà tra Salle Nuova, dove è di strada anche una ristoratrice fontana, e Tocco da Casauria.
La storia di Musellaro, riportata perfino dal "Chronicon Casauriense", parte intorno all'anno Mille e, a testimonianza del suo glorioso passato, controllato per un periodo dall'ordine dei monaci casauriensi, ci sono i bellissimi ruderi dell'antico castello e del ponte che si affacciano direttamente sulla suggestiva Valle dell'Orta.

Da Musellaro si raggiunge Tocco da Casauria, dove si incontra un'altra bella fontana per ristorarsi. Tocco da Casauria, cuore della Comunità Montana della Majella e del Morrone, è famosa per aver dato i natali a personaggi illustri: il pittore Francesco Paolo Michetti, il giurista Filomusi Guelfi, l'astronomo Annibale De Gasperis e il poeta Domenico Stromei.
Da Tocco si va dritti verso Popoli, località nota per le sue acque e il suo moderno centro termale, per la Riserva naturale delle Sorgenti del Pescara e per la Riserva di Monte Rotondo, che si estende dal massiccio del Gran Sasso e del Morrone, attraversando le spettacolari gole di Popoli solcate dal fiume Pescara. Si lascia Popoli, dove è obbligatoria una sosta alla fontana. Si sconfina nella provincia aquilana verso Sulmona, patria di Ovidio e dei confetti, ma non si dovrà entrare nel centro e attraversare il paese, perché la meta è Pacentro.

Procedendo infatti in direzione Sulmona si percorre la circonvallazione e alla fine di quest'ultima s'imbocca il primo bivio per Pacentro, paese d'origine della pop star Madonna. Giunti a Pacentro, dove si trova anche una preziosa fontana,  cuore del comprensorio del Parco Nazionale della Majella, si potrà ammirare la sua invidiabile posizione a 700 metri di altitudine, in una collina alle pendici del Monte Morrone.
Per fare rientro a Caramanico Terme e apprezzare davvero gli incantevoli scenari del Monte Morrone, ci si dirigerà verso Passo San Leonardo, dove è di strada un'altra fontana d'acqua purissima. Passo San Leonardo è a quota 1.282 metri e sul valico, che la statale 487 attraversa tra Caramanico e Sulmona, c'è il centro di una piccola stazione sciistica, cui si affianca anche un anello per il fondo.
Da Passo San Leonardo si scende verso Sant'Eufemia, dove si incontrano due fontane per poi raggiungere Caramanico, dove si potrà scegliere tra quattro diverse fontane.


Consigli dell'esperto


Dotarsi di bottiglie d'acqua, barrette energetiche, sali minerali e maltodestrina; non dimenticare la macchinetta fotografica per immortalare scenari mozzafiato.

 

 

Da vedere a Caramanico Terme:


 

  • nella Chiesa di San Tommaso affreschi duecenteschi rappresentano San Cristoforo a protezione del cammino dei pastori, a testimoniare il binomio tra la civiltà pastorale e il luogo sacro;
  • la Chiesa Santa Maria Maggiore costruita in pietra dagli scalpellini locali, romanica con portale gotico, mentre l'interno a tre navate conserva un ostensorio in rame di Nicola da Guardiagrele;
  • la Chiesa di San Domenico, lungo la via principale, con un portale ogivale in facciata ed uno romanico sul fianco;
  • la Chiesa di San Nicola, in piazza Garibaldi, con un bel portale barocco e all'interno una pregevole croce d'argento di Giovanni Rizio del 1489;
  • la località dei Luchi, particolare formazione geologica a forma di fungo;
  • nella Riserva Valle dell'Orfento c'è il Museo Naturalistico e Archeologico Paolo Barrasso, con le sezioni geologica, ambientale ed archeologica;
  • Terme di Caramanico, tel. 085 9230661, www.termedicaramanico.it

 

 

Da vedere a Tocco da Casauria:


 

  • la Chiesa della Madonna delle Grazie, che presenta nella facciata principale un portale in pietra e un rosone a raggiera;
  • la Chiesa di San Domenico, con il suo portale classico della fine del XVI secolo;
  • la Chiesa di Sant'Eustachio, caratterizzata da un esterno in stile barocco e da un interno neoclassico a tre navate, dove spicca   l'ampia tela dedicata all'immagine del Santo;
  • il Castello o Palazzo Ducale della fine del XII secolo, con la sua meravigliosa sala delle cerimonie e le sue suggestive stanze sotterranee; 
  • il Convento dell'Osservanza, che domina il paese;
  • la Chiesa della Madonna del Paradiso, con i suoi interni ornati da dipinti e sculture in stile barocco.

 

 

Da vedere a Popoli:


 

  • le Terme di Popoli, di recente costruzione, che sfruttano le curative acque sulfuree delle sorgenti del Pescara;
  • la riserva di Monte Rotondo, che si estende dal massiccio del Gran Sasso e del Morrone, attraversando le spettacolari gole di Popoli, profondamente solcate dal fiume Pescara;
  • le Sorgenti del Pescara, Riserva Naturale d'Abruzzo, caratterizzate da un vasto specchio di trasparentissima acqua creato dalla concentrazione, in una piccola area, di numerose sorgenti e polle d'acqua subacquee;
  • l'Area faunistica del Lupo presso l'Azienda Pilota "Monte Corvo", gestita dal CFS, dove è attivo un moderno centro visita del Lupo. Nei recinti della Riserva, alcuni Lupi sono infatti oggetto di studi per una banca dati genetica;
  • Palazzo Ducale, costruito alla fine del ‘400, conserva la facciata del 1824, loggiato interno, stalle e loggetta con balconata ad arco triforo;
  • Taverna Ducale, il più antico edificio del centro storico, in stile gotico, con pregevoli bassorilievi e stemmi nobiliari, ospita il Museo Antiquarium;
  • i ruderi del Castello Cantelmo, la cui costruzione iniziò fin dal 1015 con la Torre settentrionale a pianta pentagonale.

Sosta sana in agriturismo

  • De Angelis Mario, Caramanico Terme
  • La Conca, Caramanico Terme
  • La Pagliarella, Caramanico Terme
  • La Pietrantica Decontra, Caramanico Terme
  • la Torretta, Tocco da Casauria
  • La Masseria, Tocco da Casauria
  • La Masseria di Villa Giulia, Tocco da Casauria
  • L'Oliveto, Tocco da Casauria
  • Madonna degli Angeli, Tocco da Casauria

 

 

Il giro dei due parchi

 

CARAMANICO TERME – CAMPO DI GIOVE


Distanza 102 km su strada asfaltata
Tempo di percorrenza 4 h
Difficoltà ****
Pendenza circa il 4-5% per 8 Km
Tappe (visualizza la cartina)   Caramanico Terme, Sant'Eufemia

 


Tipologia


L'itinerario, abbastanza impegnativo e rivolto a ciclisti piuttosto allenati, è contraddistinto dall'attraversamento di due Parchi nazionali: il Parco nazionale della Majella, sulla sponda della provincia pescarese, e il Parco nazionale d'Abruzzo, che sconfina nella provincia aquilana.

L'unica salita del percorso si incontra proprio sul versante aquilano: da Cansano al Bosco di Sant'Antonio ed è lunga 8 chilometri con una pendenza media del 4-5 per cento. Ma la fatica di questa salita sarà niente di fronte allo scenario naturalistico offerto dal Bosco di Sant'Antonio, una delle più belle faggete d'Abruzzo, che fiancheggia la strada e può essere ammirata tranquillamente in sella alla propria bicicletta.
Per consigli tecnici contattare il signor Ivo, presso l'enoteca La Lanterna, corso Berardi, Caramanico terme (Tel. 085 92504).


Descrizione


Si parte dal cuore del Parco Nazionale della Majella, da Caramanico Terme, graziosa località caratterizzata dalla presenza di acque sulfuree e dall'attrezzato centro termale, ed esattamente da corso Berardi, si procede in direzione Sant'Eufemia. Lungo il tragitto s'incontrano ben quattro fontane e sarà meglio approfittare della loro acqua purissima per ristorarsi. A Sant'Eufemia, prima di ripartire e continuare il viaggio verso Passo San Leonardo, è possibile effettuare una sosta presso le due fontane di strada e una golosa pausa nei due noti caseifici attigui del centro: "De Santis" e "Del Mastro", dove degustare mozzarelle e ricottine di bufala, pecorini aromatizzati, salumi nostrani e mieli di tutti i tipi.

Salendo verso Passo San Leonardo, a quota 1.282 metri, si arriva nel territorio aquilano e si osserva il valico che la statale 487 attraversa tra Caramanico e Sulmona, una piccola stazione sciistica, cui si affianca anche un anello per il fondo. Da Passo San Leonardo si scende poi verso Campo di Giove, a quota 1.100 metri, in mezzo al verde ai piedi della Majella. Si attraversa il centro di Campo di Giove, dove si trova anche una preziosa fontana, e si prosegue poi in discesa verso Cansano, a 835 metri di altitudine su un piccolo altopiano a pochi chilometri dalla Valle Peligna, incastonato tra il Morrone e il comprensorio della Majella.

Da Cansano si procede sulla destra e si sale in direzione Bosco di Sant'Antonio, denso e raccolto, ricco di suggestioni e atmosfere evocative, una tra le più belle faggete d'Abruzzo. Giunti a Pescocostanzo, borgo a 1.400 metri sul livello del mare, oltre ad approfittare di una ristoratrice fontana d'acqua purissima della Majella, si potrà ammirare l'eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi, testimoni delle vicende artistiche e culturali sviluppatesi tra il 1440 e 1700. Uscendo da Pescocostanzo, allo stop bisogna svoltare a sinistra, verso la stazione di Palena, per riscendere poi verso Campo di Giove, riattraversare Passo San Leonardo, giungere a Sant'Eufemia e fare ritorno a Caramanico Terme.


Consigli dell'esperto


Portare una giacca impermeabile per far fronte agli sbalzi di temperatura; dotarsi di bottiglie d'acqua, barrette energetiche e macchina fotografica per immortalare scenari da cartolina.

 

 

Da vedere a Caramanico Terme:


 

  • nella Chiesa di San Tommaso affreschi duecenteschi rappresentano San Cristoforo a protezione del cammino dei pastori, a testimoniare il binomio tra la civiltà pastorale e il luogo sacro;
  • la Chiesa Santa Maria Maggiore costruita in pietra dagli scalpellini locali, romanica con portale gotico, mentre l'interno a tre navate conserva un ostensorio in rame di Nicola da Guardiagrele;
  • la Chiesa di San Domenico, lungo la via principale, con un portale ogivale in facciata ed uno romanico sul fianco;
  • la Chiesa di San Nicola, in piazza Garibaldi, con un bel portale barocco e all'interno una pregevole croce d'argento di Giovanni Rizio del 1489;
  • la località dei Luchi, particolare formazione geologica a forma di fungo;
  • nella Riserva Valle dell'Orfento c'è il Museo Naturalistico e Archeologico Paolo Barrasso, con le sezioni geologica, ambientale ed archeologica;
  • Terme di Caramanico, tel. 085 9230661, www.termedicaramanico.it

Da vedere a Sant'Eufemia:

  • la Chiesa madre dedicata a San Bartolomeo;
  • l'Orto Botanico Daniela Brescia (tel. 085920013) con visite guidate dal 15 giugno al 15 settembre, che offe anche noleggio mountain bike e  attività didattiche;
  • il borgo quasi disabitato di Roccacaramanico;
  • Museo etnografico Diana e Tamara in località Roccacaramanico, aperto su prenotazione, tel. 085 4213386.


Sosta sana in agriturismo

  • De Angelis Mario, Caramanico Terme
  • La Conca, Caramanico Terme
  • La Pagliarella, Caramanico Terme
  • La Pietrantica Decontra, Caramanico Terme

 

 

Sulle strade di Danilo Di Luca


CARAMANICO TERME  –  PIANA FONTE TETTONE


Distanza 93 Km misti
Tempo di percorrenza 5 h
Difficoltà *****
Dislivello in salita 1.500 mt.
Dislivello in discesa 1.500 mt.
Tappe (visualizza la cartina)   Caramanico Terme

 


Tipologia


L'itinerario parte dall'Hotel Ede di Caramanico Terme, nota località termale grazie alle sue benefiche acque sulfuree, e si snoda all'interno del Parco Nazionale della Majella verso il cuore del comprensorio della Majella: Blockhaus, a quota 2.000 metri di altezza sul livello del mare. Per raggiungere la "terrazza" d'Abruzzo, da cui è possibile ammirare il mare e, nelle giornate terse, perfino le Isole Tremiti, si attraverseranno montagne e vallate, dominate da fiumi e sorgenti incontaminate.

Per effettuare questo tour avvalendosi dell'esperienza di una guida accreditata dalla Federazione è possibile contattare il signor Stefano c/o l'Hotel Ede (Tel. 085 922121) o al 347 2760487 oppure il signor Salvatore al 340 2414565.


Descrizione


Il percorso, particolarmente impegnativo e adatto solo a ciclisti esperti, parte dall'Hotel Ede di Caramanico Terme a 600 metri sul livello del mare e procede in salita in direzione San Valentino lungo la strada statale 487.
Il tragitto, dove è facile incontrare il campione Danilo Di Luca che si allena, è tutto di strada asfaltata e procede lungo la statale a destra, verso il bivio per Roccamorice, comune situato all'interno del Parco Nazionale della Majella su una collina che guarda il fiume Lavino.

La zona è conosciuta in particolar modo per i numerosi eremi presenti, come quello di Santo Spirito a Majella, recentemente restaurato, splendido esempio di architettura perfettamente inserita nell'ambiente naturale. Ma lungo la via che conduce all'eremo si potranno ammirare le spettacolari rocce calcaree, che formano uno dei maggiori e meglio attrezzati siti europei per la pratica dell'arrampicata sportiva, praticata in tutte le stagioni dal variopinto popolo dei free climbers.

Da Roccamorice, passato l'eremo di Santo Spirito, si procede in salita verso Fonte Tettone sulla Majelletta. Raggiunta la panoramica Piana di Fonte Tettone, a quota 1654 metri sul livello del mare, dove si trova anche un anello per lo sci da fondo, si scende lungo un percorso sterrato a Passo Lanciano, nota località sciistica della Majella a quota 1350 metri, che ospita diversi impianti di risalita, tra cui una seggiovia, numerosi negozi, bar, ristoranti e alberghi.

Da Passo Lanciano si continua a scendere lungo una strada asfaltata piuttosto tortuosa, e al primo bivio per Pretoro si imbocca la via per Roccamontepiano, un territorio in parte montano e in parte collinare nella fascia pedemontana nord-orientale del massiccio della Majella, a ridosso e lungo la vallata del fiume Alento. Un luogo piacevole costituito dall'altopiano, dai boschi secolari, dall'immensa ricchezza di acque sorgive, dalle collinette e dai profondi calanchi che fanno di questo paese un vero e proprio giardino.

Da Roccamontepiano si procede verso Serramonacesca, caratterizzata dalle case di terra cruda, dall'eremo di San Liberatore a Majella e  dall'eremo  di Sant'Onofrio, a 700 metri, raggiungibile solo a piedi. Poi ancora giù verso Scafa, Piano d'Orta, Bolognano,  Musellaro, Salle, con il suo altissimo ponte, San Tommaso, suggestiva frazione di Caramanico e rientro a Caramanico Terme.

Consigli dell'esperto

Dotarsi di bottiglie d'acqua; prestare attenzione alla strada che da Passo Lanciano porta al bivio per Pretoro per la presenza di buche sul manto stradale. Attenzione allo sfrecciare dei tanti ciclisti professionisti che si allenano lungo questo percorso.



POPOLI

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Montagne a portata di Mare - POR  FESR Abruzzo 2007-2013 - Asse VI attività VI.3.1
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