Proponiamo alcuni emozionanti itinerari rivolti agli appassionati delle bici da strada o da corsa, come a molti piace definirle. Ciclisti della domenica, semplici simpatizzanti o aspiranti Coppi e Bartali, ci sono itinerari per tutti i gusti e di vari livelli di difficoltà.
| Distanza | 80 km su strada asfaltata |
| Tempo di percorrenza | 5 ore |
| Difficoltà | ***** |
| Pendenza | 4-5% per 6 km e 10% per 11 km |
| Tappe (visualizza la cartina) | Scafa, San Valentino, Roccamorice, Manoppello |
L'itinerario, molto impegnativo e rivolto a ciclisti esperti e davvero allenati, è caratterizzato da una delle salite più dure d'Italia, dove si allenano i campioni di oggi e debuttavano nel mondo del ciclismo i miti di ieri, come Eddy Merckx. Il ciclista belga soprannominato il "cannibale", per la sua fama di vittorie, che conquistò cinque Tour de France e cinque Giri d'Italia, nel ‘72 passò proprio sulle salite del Blockhaus, dove continuò ad allenarsi tra gli anni ‘70 e ‘75.
Questa è una tappa imperdibile anche per i più esperti, che si riservano di compiere l'ardua impresa almeno una volta l'anno, generalmente prima di agosto, tanto per mantenere la tradizione ed accettare la sfida.
Per consigli tecnici: "Pedale Teate Free Bike" Viale Benedetto Croce 162, Chieti Scalo, Team manager Roberto Marracino (Tel. 347 8474440), www.pedaleteate.135.it
Questo itinerario parte dalla Stazione ferroviaria di Scafa e raggiunge Blockhaus, la cima più alta del comprensorio della Majella, che supera una quota di 2 mila metri d'altezza.
Si parte da Scafa diretti a San Valentino, piccolo gioiello naturalistico incastonato tra le verdi colline del Parco Nazionale della Majella, e già si devono fare i conti con le prime salite. In questo tratto si incontrano infatti i primi sei chilometri di salite di una pendenza media del 6 per cento, ma fortunatamente ci si imbatte anche in una fontana di acqua purissima, utile per dissetarsi e fare rifornimento.
Da San Valentino si va in direzione Caramanico, fino ad imboccare il bivio per Roccamorice, caratterizzato da piccole discese e salite, niente in confronto a quello che sta per arrivare. Passata Roccamorice, altra perla del Parco Nazionale della Majella, affacciata su una collina che domina il fiume Lavino, dopo soli tre chilometri c'è una provvidenziale fontana, che segna anche l'inizio delle salite.
Il gioco si fa duro: cominciano le note salite, che passano in contrada Civita nei pressi dell'Eremo di Santo Spirito, dove è consigliato fermarsi per una sosta, ma bisogna comunque rimanere caldi e concentrati per affrontare la sfida di Merckx. Ci sono undici durissimi chilometri di salite con una pendenza media del 10 per cento da percorrere, prima di poter vedere, con sollievo, gli impianti sciistici della Majelletta e la vetta del Blockhaus. Per il ritorno, una volta scesi dalla Majelletta, si gira a sinistra verso Lettomanoppello.
E dopo aver attraversato le discese di Lettomanoppello e del comprensorio di Manoppello si raggiunge la pianura fino a fare ritorno a Scafa.
Non dimenticare una giacca impermeabile per ripararsi durante la discesa; affrontare questo itinerario dopo aver ingerito cibi poveri di grassi, ma ricchi di carboidrati, dopo colazione o pranzo; usare rapporti duri, fino a 28 nella ruota posteriore.
Da vedere a Scafa:
Da vedere a San Valentino:
Da vedere a Roccamorice:

Dai mistici canyons all'Orfento
CARAMANICO TERME
| Distanza | 110 km su strada asfaltata |
| Tempo di percorrenza | 6 h |
| Difficoltà | ***** |
| Pendenza | 4-5% per 8 km e 10% per 11 km |
| Tappe (visualizza la cartina) | Popoli, Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria, Piano D'Orta, Scafa, Roccamorice, Caramanico Terme |
L'itinerario, molto impegnativo e rivolto a ciclisti esperti e davvero allenati, è caratterizzato da una delle salite più faticose d'Italia, tanto da essere stata scelta come parte della sesta tappa del 75° Giro d'Italia nel 1992. Un percorso estremamente affascinante che si snoda attraverso profonde valli, circhi glaciali e vegetazione selvaggia intorno alla Majella, una delle cime più imponenti dell'Appennino.
Per consigli tecnici: "Pedale Teate Free Bike" Viale Benedetto Croce 162, Chieti Scalo, Team manager Roberto Marracino (Tel. 347 8474440), www.pedaleteate.135.it
Da piazza XX Settembre a Popoli l'itinerario corre, in direzione Bussi sul Tirino, accanto all'autostrada A25, tra le gole di Popoli nella Valle del Pescara. In basso a sinistra si scorge il fiume Pescara, fiancheggiato dalla ferrovia, su cui s'innalza il viadotto autostradale. Quasi in corrispondenza del confluire da sinistra del fiume Tirino, la strada si allarga e, passato lo svincolo per la stazione Bussi della A25, si sale a Tocco da Casauria. Poco oltre, prima di toccare Piano d'Orta, una deviazione conduce all'Abbazia di San Clemente a Casauria.
Proseguendo sulla statale lungo il Pescara ci si può concedere una pausa per ammirare una bellissima veduta sulle gole di Popoli e Tocco distesa sull'altopiano. Attraversato il fiume Orta in prossimità di Piano d'Orta, sempre con il fiume Pescara sulla destra, si giunge a Scafa, e qui termina la parte più facile dell'itinerario. Poco più avanti si lascia la statale per seguire a destra le indicazioni per Lettomanoppello e iniziare a salire, proprio sul percorso della tappa del Giro d'Italia del 1992. Superati il Santuario dell'Iconicella e la Grotta di Praie, attraverso un bosco di faggi, si prosegue per Passo Lanciano, senza raggiungerlo però perché, all'altezza di un bivio, si gira a destra per immettersi, proseguendo dritto, sulla statale 614 per Roccamorice e il Blockhaus.
Si raggiunge la quota massima nei pressi di una nuova biforcazione dove, lasciata la statale per la Majelletta e il Blockhaus, passata una netta curva a destra, si inizia a scendere verso Roccamorice. Consigliata una sosta per apprezzare un panorama spettacolare: da un lato il massiccio della Majella, da cui spicca il Monte Amaro, e dall'altro si possono perfino scorgere le Tremiti. Lasciata alle spalle anche Roccamorice di cui si scorge il castello medievale arroccato, dopo 4,5 chilometri si imbocca a sinistra la statale 487 di Caramanico Terme, che si raggiunge dopo 12 chilometri di saliscendi.
Consigli dell'esperto
Portare una giacca impermeabile per ripararsi durante la discesa; affrontare questo itinerario dopo aver ingerito cibi poveri di grassi, ma ricchi di carboidrati, dopo colazione o pranzo.
Da vedere a Popoli:
Da vedere a Tocco da Casauria:
Da vedere a Castiglione a Casauria:
Da vedere a Piano d'Orta:
Da vedere a Scafa:
Da vedere a Roccamorice:
Da vedere a Caramanico Terme:

Tra le cime dell'Abruzzo
MANOPPELLO – FORCA DI PENNE
| Distanza | 110 km su strada asfaltata |
| Tempo di percorrenza | 4 h |
| Difficoltà | **** |
| Pendenza | 7-8% per 15 km andata e ritorno |
| Tappe (visualizza la cartina) | Manoppello, Scafa, Piano D'Orta, Torre dei Passeri, Castiglione a Casauria |
L'itinerario, piuttosto impegnativo e rivolto a ciclisti esperti o a sportivi allenati, parte da Manoppello, cuore del Parco Nazionale della Majella a 217 metri sul livello del mare, e si snoda attraverso il cuore pulsante della Comunità Montana della Majella e del Morrone: da Scafa a Piano D'Orta, Torre dei Passeri, Castiglione a Casauria, Pescosansonesco fino alla Forca di Penne.
Chieti Scalo, Team manager Roberto Marracino (Tel. 347 8474440), www. pedaleteate. 135.it
Descrizione
Si parte dalla stazione di Manoppello in direzione Scafa, località pianeggiante a un'altitudine di 108 metri sul livello del mare, dove si assiste alla confluenza del fiume Pescara col torrente Lavino. Salendo si procede poi verso Piano d'Orta, suggestiva frazione di Bolognano, ad un'altitudine di 278 metri per poi raggiungere Torre dei Passeri a 172 metri sul livello del mare. Da qui l'itinerario diventa più impegnativo per la cospicua presenza di ripide salite, una quindicina circa del 7-8 per cento, fino ad arrivare alla Forca di Penne.
Da Torre dei Passeri la strada si inerpica verso Castiglione a Casauria a 350 metri di altitudine, poi si sale ancora verso Pescosansonesco, a 560 metri sul livello del mare, nel l'alta Val Pescara, immersa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Da qui si procede verso l'agognata meta: Forca di Penne, Oasi del Wwf, al confine tra il massiccio del Gran Sasso e le colline della Val Pescara, di grande interesse per gli ornitologi. Arrivati alla meta si ridiscende in tutta tranquillità passando da Brittoli, Civitaquana, Catignano, Cepagatti, Villareia, fino alla stazione di Manoppello.
Consigli dell'esperto
Dotarsi di bottiglie d'acqua, barrette energetiche, sali minerali e maltodestrina.
Da vedere a Scafa:
Da vedere a Piano d'Orta:
Da vedere a Castiglione a Casauria:

Il giro del Morron
CARAMANICO
| Distanza | 85 km su strada asfaltata |
| Tempo di percorrenza | 4 h |
| Difficoltà | *** |
| Pendenza | circa il 6% per 16 km |
| Tappe (visualizza la cartina) | Caramanico Terme, Tocco da Casauria, Popoli |
L'itinerario, non molto impegnativo e rivolto anche a ciclisti meno esperti e allenati, è caratterizzato dalle strade che circondano il Monte Morrone e attraversano sia la sponda della provincia pescarese che quella della provincia aquilana, con un piccolo sconfinamento verso Sulmona e Pacentro.
L'unica salita del percorso si incontra proprio sul versante aquilano: da Sulmona in direzione Passo San Leonardo ed è lunga 16 km con una pendenza media del 6 per cento. La fatica di questa salita sarà però ripagata dalla bellezza del Monte Morrone, che in questo tratto rivela tutta la sua imponenza.
Per consigli tecnici contattare il signor Ivo, presso l'enoteca La Lanterna, corso Berardi, Caramanico Terme (Tel. 085 92504).
Si parte dal cuore del Parco Nazionale della Majella, Caramanico Terme caratterizzato dalla presenza di acque sulfuree e di un attrezzato centro termale, ed esattamente da corso Berardi e si procede in direzione San Tommaso, caratteristica frazione di Caramanico. San Tommaso è infatti famosa perché ospita l'omonima chiesa, che risale alla seconda metà del XII secolo e la cui costruzione è attribuita alle maestranze dell'Abbazia di San Clemente a Casauria.
Da San Tommaso si va poi verso Musellaro, frazione di Bolognano a metà tra Salle Nuova, dove è di strada anche una ristoratrice fontana, e Tocco da Casauria.
La storia di Musellaro, riportata perfino dal "Chronicon Casauriense", parte intorno all'anno Mille e, a testimonianza del suo glorioso passato, controllato per un periodo dall'ordine dei monaci casauriensi, ci sono i bellissimi ruderi dell'antico castello e del ponte che si affacciano direttamente sulla suggestiva Valle dell'Orta.
Da Musellaro si raggiunge Tocco da Casauria, dove si incontra un'altra bella fontana per ristorarsi. Tocco da Casauria, cuore della Comunità Montana della Majella e del Morrone, è famosa per aver dato i natali a personaggi illustri: il pittore Francesco Paolo Michetti, il giurista Filomusi Guelfi, l'astronomo Annibale De Gasperis e il poeta Domenico Stromei.
Da Tocco si va dritti verso Popoli, località nota per le sue acque e il suo moderno centro termale, per la Riserva naturale delle Sorgenti del Pescara e per la Riserva di Monte Rotondo, che si estende dal massiccio del Gran Sasso e del Morrone, attraversando le spettacolari gole di Popoli solcate dal fiume Pescara. Si lascia Popoli, dove è obbligatoria una sosta alla fontana. Si sconfina nella provincia aquilana verso Sulmona, patria di Ovidio e dei confetti, ma non si dovrà entrare nel centro e attraversare il paese, perché la meta è Pacentro.
Procedendo infatti in direzione Sulmona si percorre la circonvallazione e alla fine di quest'ultima s'imbocca il primo bivio per Pacentro, paese d'origine della pop star Madonna. Giunti a Pacentro, dove si trova anche una preziosa fontana, cuore del comprensorio del Parco Nazionale della Majella, si potrà ammirare la sua invidiabile posizione a 700 metri di altitudine, in una collina alle pendici del Monte Morrone.
Per fare rientro a Caramanico Terme e apprezzare davvero gli incantevoli scenari del Monte Morrone, ci si dirigerà verso Passo San Leonardo, dove è di strada un'altra fontana d'acqua purissima. Passo San Leonardo è a quota 1.282 metri e sul valico, che la statale 487 attraversa tra Caramanico e Sulmona, c'è il centro di una piccola stazione sciistica, cui si affianca anche un anello per il fondo.
Da Passo San Leonardo si scende verso Sant'Eufemia, dove si incontrano due fontane per poi raggiungere Caramanico, dove si potrà scegliere tra quattro diverse fontane.
Dotarsi di bottiglie d'acqua, barrette energetiche, sali minerali e maltodestrina; non dimenticare la macchinetta fotografica per immortalare scenari mozzafiato.
Da vedere a Caramanico Terme:
Da vedere a Tocco da Casauria:
Da vedere a Popoli:

Il giro dei due parchi
CARAMANICO TERME – CAMPO DI GIOVE
| Distanza | 102 km su strada asfaltata |
| Tempo di percorrenza | 4 h |
| Difficoltà | **** |
| Pendenza | circa il 4-5% per 8 Km |
| Tappe (visualizza la cartina) | Caramanico Terme, Sant'Eufemia |
L'itinerario, abbastanza impegnativo e rivolto a ciclisti piuttosto allenati, è contraddistinto dall'attraversamento di due Parchi nazionali: il Parco nazionale della Majella, sulla sponda della provincia pescarese, e il Parco nazionale d'Abruzzo, che sconfina nella provincia aquilana.
L'unica salita del percorso si incontra proprio sul versante aquilano: da Cansano al Bosco di Sant'Antonio ed è lunga 8 chilometri con una pendenza media del 4-5 per cento. Ma la fatica di questa salita sarà niente di fronte allo scenario naturalistico offerto dal Bosco di Sant'Antonio, una delle più belle faggete d'Abruzzo, che fiancheggia la strada e può essere ammirata tranquillamente in sella alla propria bicicletta.
Per consigli tecnici contattare il signor Ivo, presso l'enoteca La Lanterna, corso Berardi, Caramanico terme (Tel. 085 92504).
Si parte dal cuore del Parco Nazionale della Majella, da Caramanico Terme, graziosa località caratterizzata dalla presenza di acque sulfuree e dall'attrezzato centro termale, ed esattamente da corso Berardi, si procede in direzione Sant'Eufemia. Lungo il tragitto s'incontrano ben quattro fontane e sarà meglio approfittare della loro acqua purissima per ristorarsi. A Sant'Eufemia, prima di ripartire e continuare il viaggio verso Passo San Leonardo, è possibile effettuare una sosta presso le due fontane di strada e una golosa pausa nei due noti caseifici attigui del centro: "De Santis" e "Del Mastro", dove degustare mozzarelle e ricottine di bufala, pecorini aromatizzati, salumi nostrani e mieli di tutti i tipi.
Salendo verso Passo San Leonardo, a quota 1.282 metri, si arriva nel territorio aquilano e si osserva il valico che la statale 487 attraversa tra Caramanico e Sulmona, una piccola stazione sciistica, cui si affianca anche un anello per il fondo. Da Passo San Leonardo si scende poi verso Campo di Giove, a quota 1.100 metri, in mezzo al verde ai piedi della Majella. Si attraversa il centro di Campo di Giove, dove si trova anche una preziosa fontana, e si prosegue poi in discesa verso Cansano, a 835 metri di altitudine su un piccolo altopiano a pochi chilometri dalla Valle Peligna, incastonato tra il Morrone e il comprensorio della Majella.
Da Cansano si procede sulla destra e si sale in direzione Bosco di Sant'Antonio, denso e raccolto, ricco di suggestioni e atmosfere evocative, una tra le più belle faggete d'Abruzzo. Giunti a Pescocostanzo, borgo a 1.400 metri sul livello del mare, oltre ad approfittare di una ristoratrice fontana d'acqua purissima della Majella, si potrà ammirare l'eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi, testimoni delle vicende artistiche e culturali sviluppatesi tra il 1440 e 1700. Uscendo da Pescocostanzo, allo stop bisogna svoltare a sinistra, verso la stazione di Palena, per riscendere poi verso Campo di Giove, riattraversare Passo San Leonardo, giungere a Sant'Eufemia e fare ritorno a Caramanico Terme.
Portare una giacca impermeabile per far fronte agli sbalzi di temperatura; dotarsi di bottiglie d'acqua, barrette energetiche e macchina fotografica per immortalare scenari da cartolina.
Da vedere a Caramanico Terme:
Da vedere a Sant'Eufemia:

Sulle strade di Danilo Di Luca
CARAMANICO TERME – PIANA FONTE TETTONE
| Distanza | 93 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 5 h |
| Difficoltà | ***** |
| Dislivello in salita | 1.500 mt. |
| Dislivello in discesa | 1.500 mt. |
| Tappe (visualizza la cartina) | Caramanico Terme |
L'itinerario parte dall'Hotel Ede di Caramanico Terme, nota località termale grazie alle sue benefiche acque sulfuree, e si snoda all'interno del Parco Nazionale della Majella verso il cuore del comprensorio della Majella: Blockhaus, a quota 2.000 metri di altezza sul livello del mare. Per raggiungere la "terrazza" d'Abruzzo, da cui è possibile ammirare il mare e, nelle giornate terse, perfino le Isole Tremiti, si attraverseranno montagne e vallate, dominate da fiumi e sorgenti incontaminate.
Per effettuare questo tour avvalendosi dell'esperienza di una guida accreditata dalla Federazione è possibile contattare il signor Stefano c/o l'Hotel Ede (Tel. 085 922121) o al 347 2760487 oppure il signor Salvatore al 340 2414565.
Il percorso, particolarmente impegnativo e adatto solo a ciclisti esperti, parte dall'Hotel Ede di Caramanico Terme a 600 metri sul livello del mare e procede in salita in direzione San Valentino lungo la strada statale 487.
Il tragitto, dove è facile incontrare il campione Danilo Di Luca che si allena, è tutto di strada asfaltata e procede lungo la statale a destra, verso il bivio per Roccamorice, comune situato all'interno del Parco Nazionale della Majella su una collina che guarda il fiume Lavino.
La zona è conosciuta in particolar modo per i numerosi eremi presenti, come quello di Santo Spirito a Majella, recentemente restaurato, splendido esempio di architettura perfettamente inserita nell'ambiente naturale. Ma lungo la via che conduce all'eremo si potranno ammirare le spettacolari rocce calcaree, che formano uno dei maggiori e meglio attrezzati siti europei per la pratica dell'arrampicata sportiva, praticata in tutte le stagioni dal variopinto popolo dei free climbers.
Da Roccamorice, passato l'eremo di Santo Spirito, si procede in salita verso Fonte Tettone sulla Majelletta. Raggiunta la panoramica Piana di Fonte Tettone, a quota 1654 metri sul livello del mare, dove si trova anche un anello per lo sci da fondo, si scende lungo un percorso sterrato a Passo Lanciano, nota località sciistica della Majella a quota 1350 metri, che ospita diversi impianti di risalita, tra cui una seggiovia, numerosi negozi, bar, ristoranti e alberghi.
Da Passo Lanciano si continua a scendere lungo una strada asfaltata piuttosto tortuosa, e al primo bivio per Pretoro si imbocca la via per Roccamontepiano, un territorio in parte montano e in parte collinare nella fascia pedemontana nord-orientale del massiccio della Majella, a ridosso e lungo la vallata del fiume Alento. Un luogo piacevole costituito dall'altopiano, dai boschi secolari, dall'immensa ricchezza di acque sorgive, dalle collinette e dai profondi calanchi che fanno di questo paese un vero e proprio giardino.
Da Roccamontepiano si procede verso Serramonacesca, caratterizzata dalle case di terra cruda, dall'eremo di San Liberatore a Majella e dall'eremo di Sant'Onofrio, a 700 metri, raggiungibile solo a piedi. Poi ancora giù verso Scafa, Piano d'Orta, Bolognano, Musellaro, Salle, con il suo altissimo ponte, San Tommaso, suggestiva frazione di Caramanico e rientro a Caramanico Terme.
Consigli dell'esperto
Dotarsi di bottiglie d'acqua; prestare attenzione alla strada che da Passo Lanciano porta al bivio per Pretoro per la presenza di buche sul manto stradale. Attenzione allo sfrecciare dei tanti ciclisti professionisti che si allenano lungo questo percorso.

Info: Uffici I.A.T.