Questa sezione propone alcuni suggestivi itinerari rivolti ai temerari amanti della mountainbike, che proprio nella provincia pescarese trovano "pane per i loro denti". È infatti tra le strade sterrate, le carrarecce e i tratturi che percorrono le alture e le colline del Parco Nazionale della Majella e del Sirente-Velino, che gli intrepidi appassionati della mountain-bike possono scegliere tra un ricco ventaglio di affascinanti percorsi.
Itinerari per tutti i gusti, che spaziano dal versante dalla Majella e del Morrone, a quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Vari anche i livelli di difficoltà di ciascun percorso, anche se è consigliabile affidarsi ad una guida esperta e qualificata se non si ha una buona conoscenza del territorio, visto che molti percorsi sono caratterizzati da sentieri sterrati e vecchie mulattiere non sempre segnalati.
Gli itinerari sono affiancati anche dalle bellezze paesaggistiche, archeologiche ed architettoniche da poter ammirare nei vari paesi raggiunti con le due ruote. Non mancheranno inoltre delle golose soste sane presso qualche agriturismo tipico "di strada" dove poter ristorarsi dopo tanta fatica.
L'Hotel Ede di Caramanico Terme, incastonato nel cuore del Parco Nazionale della Majella, è l'unico della provincia di Pescara e tra i pochi in Abruzzo ad offrire un'ospitalità a misura di bikers.
L'hotel, che appartiene al qualificato circuito dell'Italy Bike Hotels, offre ai suoi ospiti che scelgono la bici come compagna di viaggio o vogliono accostarsi al ciclismo escursionistico, una serie di servizi mirati: deposito sicuro per le bici, con annesso spogliatoio e armadietti personali; officina per interventi di riparazione; assistenza medica e fisioterapica; angolo fitness; sauna e idromassaggio; massaggi specifici per sportivi; lavanderia per abbigliamento tecnico; convenzioni con negozi specializzati; itinerari ciclistici e guide cicloturistiche accreditate dalla Federazione; infine una ristorazione appositamente studiata per i ciclisti.
Viale della Libertà, 59 Caramanico Terme (Pe) - Tel. 085 922121 fax. 085 92595 - www.hotelede.it info@hotelede.it
La Valle Giumentina e l'Eremo di San Bartolomeo
CARAMANICO TERME – SAN BARTOLOMEO
| Distanza | 25 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 3 h |
| Difficoltà | ** |
| Dislivello in salita | 320 mt. |
| Dislivello in discesa | 320 mt. |
L'itinerario parte da viale della Libertà di Caramanico Terme, nota località termale grazie alle sue benefiche acque sulfuree, e si snoda alla scoperta delle bellezze paesaggistiche ed archeologiche che impreziosiscono il Parco Nazionale della Majella, attraverso alcuni scorci indimenticabili incastonati tra la Valle dell'Orfento e la Valle di San Bartolomeo per scoprire l'affascinante sacralità dell'omonimo eremo.
Per effettuare questa escursione avvalendosi dell'esperienza di una guida accreditata dalla Federazione è possibile contattare il signor Stefano c/o l'Hotel Ede (Tel. 085 922121) o al 347 2760487 oppure il signor Salvatore al 340 2414565.
Il percorso, non particolarmente impegnativo e adatto anche a ciclisti meno esperti, parte da viale della Libertà a Caramanico Terme a 600 metri sul livello del mare e procede in direzione Contrada Riga su strada asfaltata. Lungo questo tratto si incontra una fontana in Contrada Riga, necessaria per ristorarsi e fare eventualmente anche rifornimento d'acqua, visto che la prossima fontana si incrocerà solo in Contrada Decontra.
Giunti a Contrada Riga si procede dritti verso Contrada Sant'Elia, attraversando la cosiddetta "Vecchia via di Chieti" in un percorso sterrato, che dopo qualche salita non particolarmente impegnativa, conduce al cuore della Valle Giumentina, una delle principali testimonianze del Paleolitico in Abruzzo.
Sull'alveo abbandonato dell'originaria valle fluviale dell'Orta-Orfento è rimasto per lungo tempo uno specchio lacustre che, dopo fasi di maggiore e minore estensione, si prosciugò definitivamente circa 40 mila anni fa. Il giacimento consiste inoltre in un deposito stratificato costituito da formazioni alluvionali e lacustri, i cui sedimenti attestano l'evoluzione climatica e morfologica del versante settentrionale della Majella negli ultimi 500 mila anni.
Dalla Valle Giumentina si raggiunge attraverso una strada sterrata la Valle di San Bartolomeo, che custodisce l'omonimo eremo. San Bartolomeo era il protettore dei macellai e dei contadini, che per secoli lo hanno venerato in questo eremo, a più di 600 metri sul livello del mare, sotto un enorme tetto di roccia dove, oltre alla suggestiva chiesa, si trova anche una dimora di monaci. Ed è palpabile, assaporando la magica atmosfera di questo luogo, la vita dei monaci che in tirocinio spirituale e fisico, attraverso digiuno, isolamento meditazioni e preghiera, cercavano la perfezione interiore e il distacco dal mondo degli istinti.
Al rientro si procede verso Contrada Decontra e si percorre in discesa un sentiero sterrato di erba e ciottoli mobili, molto caratteristico perché affacciato sulla Valle dell'Orfento e sul centro abitato di Caramanico Terme. Lungo questo tragitto, giunti in Contrada Decontra, è possibile trovare una fontana d'acqua purissima prima di riattraversare la Valle Giumentina, per poi dirigersi verso Contrada Riga e fare ritorno a Caramanico Terme, attraverso una strada asfaltata.
Munirsi di giacca impermeabile, per fronteggiare i repentini cambiamenti climatici e di macchina fotografica per immortalare le bellezze paesaggistiche, archeologiche ed architettoniche; lasciare la bici all'inizio del sentiero che porta alla Valle di San Bartolomeo, per visitare l'omonimo eremo.
Da vedere a Caramanico Terme:


L'antica via della Transumanza
CARAMANICO TERME – VALLE GIUMENTINA
| Distanza | 32 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 2,5 h |
| Difficoltà | ** |
| Dislivello in salita | 200 mt. |
| Dislivello in discesa | 200 mt. |
L'itinerario parte da Caramanico Terme, nota località termale grazie alle sue benefiche acque sulfuree, e si snoda all'interno del Parco Nazionale della Majella diretto verso l'altopiano della Valle Giumentina. La meta si raggiunge attraversando un paesaggio ad alta concentrazione di tholos e ripercorrendo le antiche vie della Transumanza, che collegavano i paesi dell'alta Val Pescara con Chieti.
Per effettuare questa escursione, avvalendosi dell'esperienza di una guida accreditata dalla Federazione, è possibile contattare il signor Stefano c/o l'Hotel Ede (Tel. 085 922121 ) o al 347 2760487 oppure il signor Salvatore al 340 2414565.
Il percorso, non particolarmente impegnativo e adatto anche a ciclisti meno esperti, parte da viale della Libertà a Caramanico Terme a 600 metri sul livello del mare e procede in salita in direzione San Valentino lungo la strada statale 487. Il percorso, tutto di strada asfaltata, procede lungo la statale a destra, verso il bivio per Roccamorice, comune situato all'interno del Parco Nazionale della Majella su una collina che guarda il fiume Lavino.
La zona è conosciuta in particolar modo per i numerosi eremi presenti, come quello di Santo Spirito a Majella, recentemente ristrutturato, splendido esempio di architettura perfettamente inserita nell'ambiente naturale.
Si procede verso destra per la Valle Giumentina, fino ad attraversare Contrada Riga, dove si trova anche una ristoratrice fontana d'acqua purissima, e la panoramica Contrada Decontra, anch'essa caratterizzata dalla presenza di un'antica fontana, fino a raggiungere la Valle Giumentina, abitata sin dal Paleolitico, come testimoniato da interessanti ritrovamenti di manufatti derivanti dalla lavorazione di ciottoli. La Valle Giumentina è ricca di Tholos, le caratteristiche capanne e complessi pastorali in pietra a secco.
In questo sito archeologico si trova inoltre la più grande capanna in pietra a secco costruita in Abruzzo, realizzata a gradoni, provvista di un piano superiore di cui sono visibili l'ingresso e i buchi dei pali dove poggiava il tavolato. Sulla via del ritorno si scende verso Contrada Sant'Elia e si percorre la cosiddetta "Vecchia via di Chieti", una strada di importanza storica, fatta di pietre e terra, un tempo percorsa con carri trainati dai buoi e unica via di collegamento tra i paesi della Val Pescara e Chieti.
Poi si raggiunge Contrada Riga, in direzione Caramanico.
Munirsi di giacca impermeabile, per fronteggiare i repentini cambiamenti climatici.
Attenzione: per raggiungere Contrada Riga da Contrada Sant'Elia, attraverso la suggestiva "Vecchia via di Chieti", è indispensabile effettuare l'escursione accompagnati da una guida esperta, che conosca bene la zona.


CARAMANICO TERME – SALLE
| Distanza | 40 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 4 h |
| Difficoltà | *** |
| Dislivello in salita | 500 mt. |
| Dislivello in discesa | 500 mt. |
L'itinerario parte da Caramanico Terme, nota località termale grazie alle sue benefiche acque sulfuree, e attraversa le vallate incorniciate dal Monte Morrone e immerse in una natura lussureggiante e incontaminata.
La meta è il Castello di Salle, a cui si arriva passando per panoramici sentieri, attraversati da ruscelli d'acqua purissima.
Per effettuare questa escursione avvalendosi dell'esperienza di una guida accreditata dalla Federazione è possibile contattare il signor Stefano c/o l'Hotel Ede (Tel. 085 922121) o al 347 2760487 oppure il signor Salvatore al 340 2414565.
Il percorso, abbastanza impegnativo e adatto a ciclisti piuttosto allenati, parte da viale della Libertà a Caramanico Terme a 600 metri sul livello del mare e procede in salita in direzione Sant'Eufemia, a 900 metri sul livello del mare, su strada asfaltata. Lungo questo tratto, che guida verso la maestosa Majella, si incontrano due fontane: a Caramanico e a Sant'Eufemia, entrambe caratterizzate dallo sgorgare di acqua fresca e leggera.
Una volta giunti a Sant'Eufemia, prima di ripartire e continuare il viaggio verso Roccacaramanico, è possibile effettuare una golosa sosta nel centro di Sant'Eufemia, nei due noti caseifici attigui: "De Santis" e "Del Mastro", dove degustare mozzarelle e ricottine di bufala, pecorini aromatizzati, salumi nostrani e miele di tutti i tipi.
Si procede fino a Roccacaramanico, come suggerisce il nome stesso, sorta come punto strategico di osservazione e di difesa dell'accesso alla valle, dove si domina tutto il Parco Nazionale della Majella. Prima di addentrasi nella folta vegetazione della Pineta di Roccacaramanico è opportuno ristorarsi e fare rifornimento d'acqua nell'antica fontana del "borgo fantasma".
Ancora qualche salita e, attraverso dei sentieri incantevoli e impreziositi da cristallini ruscelli che caratterizzano Salle Vecchia, si arriva al magico Castello di Salle, costruito dai Colonna, oggi sede del Museo Medievale Borbonico. Prima di affrontare il viaggio di ritorno è consigliabile ristorarsi e affidarsi al refrigerio della fontana del vecchio borgo, confinante con il suggestivo castello.
Da Salle si hanno poi due possibilità: fare subito ritorno a Cramanico, passando per la frazione San Tommaso di Caramanico, oppure proseguire verso Tocco da Casauria, attraversando Musellaro. Scegliendo di fare subito ritorno a Caramanico, si procederà immediatamente per la frazione di San Tommaso, o contrada Luchi, uno dei luoghi più suggestivi e pittoreschi del Parco della Majella, dove il lunedì di Pasqua si celebra la "Festa dell'Apostolo", e si farà ritorno a Caramanico. Allungando un po' l'escursione, si procederà invece verso Tocco da Casauria, si attraverserà Musellaro lungo una panoramica strada asfaltata. Lungo la provinciale diretta a Tocco da Casauria, sulla sinistra si potrà fare una gustosa tappa nell'azienda agricola Guardiani Farchione (Tel. 085 88050), dove degustare un bicchiere di Montepulciano Doc e una fetta di pane casareccio con l'olio extra vergine d'oliva. Per fare rientro a Caramanico si ripercorre la strada in senso opposto e, arrivati a Salle, ci si avvia verso San Tommaso e poi Caramanico.
Munirsi di giacca impermeabile, per fronteggiare i repentini cambiamenti climatici.
Attenzione ai cinghiali che si possono incontrare attraversando il Parco Nazionale della Majella.

| Distanza | 59 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 5 h |
| Difficoltà | **** |
| Dislivello in salita | 1.310 mt. |
| Dislivello in discesa | 1.310 mt. |
L'itinerario parte da Caramanico Terme, nota località termale grazie alle sue benefiche acque sulfuree, e si snoda attraverso il cuore del Parco Nazionale della Majella diretto al Monte Morrone, dove si possono ammirare alcuni tra gli scorci più suggestivi della regione.
Per effettuare questa escursione avvalendosi dell'esperienza di una guida accreditata dalla Federazione è possibile contattare il signor Stefano c/o l'Hotel Ede (Tel. 085 922121) o al 347 2760487 o il signor Salvatore al 340 2414565.
Il percorso, lungo e impegnativo, parte da viale della Libertà a Caramanico Terme a 600 metri sul livello del mare e procede in salita in direzione Sant'Eufemia, a 900 metri sul livello del mare, su strada asfaltata. Lungo questo tratto, che guida verso l'impetuosa Majella, si incontrano due fontane: a Caramanico e a Sant'Eufemia, entrambe caratterizzate dallo sgorgare di acqua purissima.
Una volta giunti a Sant'Eufemia si procede sempre su strada asfaltata verso Passo San Leonardo, il valico a 1.282 metri di quota, dove, tra Caramanico e Sulmona, sorge anche una piccola stazione sciistica e un anello per il fondo. Prima di entrare a passo San Leonardo è di strada una bella e ristoratrice fontana, necessaria dopo una salita così impegnativa. Presso questa fontana è inoltre consigliato fare rifornimento d'acqua e riempire borracce o bottiglie, visto che è l'ultima che si incontra procedendo verso la tappa finale del Monte Mileto.
Passo San Leonardo è caratterizzato da una panoramica vallata, che domina il Parco Nazionale della Majella, ed è il preludio al panorama mozzafiato che si potrà ammirare salendo in cima al Monte Mileto. Da Passo San Leonardo, attraverso un percorso di strada sterrata e un sentiero di roccia, ci si avvia verso la salita più difficile: Cima Monte Mileto, a quota 1.920 metri, da cui si domina l'orizzonte e nelle giornate terse si ammira anche Pescara. Da questo punto, percorrendo un'antica mulattiera, si raggiunge una piccola barriera rocciosa e una balconata sul Lago della Madonna, d'estate completamente secco, ai margini del quale si scorge uno stazzo. Per tornare a Caramanico si può ripercorrere lo stesso tragitto in direzione opposta.
Consigli dell'esperto
Munirsi di giacca impermeabile, per fronteggiare i repentini cambiamenti climatici; borracce per l'acqua; macchina fotografica per immortalare lo spettacolare paesaggio che domina la vallata fino al mare.

| Distanza | 20 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 2,5 h |
| Difficoltà | ** |
| Dislivello in salita | 200 mt. |
| Dislivello in discesa | 200 mt. |
L'itinerario, che si presenta come un anello non troppo impegnativo, parte da Farindola, incantevole borgo che giace ad andamento digradante lungo uno sperone collinoso affacciato sulla vallata dell'alto Fiume Tavo, in contrapposizione all'ingresso della Valle D'Angri. Il suggestivo percorso, diretto fino al Fiume Tavo, si snoda attraverso la Riserva del Lago di Penne..
Per effettuare questa escursione avvalendosi dell'esperienza di una guida è possibile contattare l'associazione sportiva "Team Bike a Ruota Libera Farindola 3000", che metterà a disposizione uno dei suoi cinque maestri, tutti regolarmente accreditati dalla Federazione per il ciclismo fuori strada. È possibile contattare il signor Clemente anche per corsi di formazione (tel. 335 7498631).
Il percorso è ad anello, particolarmente agevole e quindi adatto anche ai bambini allenati. Si parte dal centro visita del Parco di Farindola, borgo a quota 650 metri sul livello del mare, tra i più belli del comprensorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Si percorre Farindola in direzione Penne e sotto il ponte che si erge sul Fiume Tavo, si trova un sentiero che si dovrà imboccare per entrare nel circuito ad anello. Il circuito permanente di mountain-bike, che appartiene ancora al Comune di Farindola, è lungo circa 8 chilometri e 500 metri sul Fiume Tavo ed è segnalato da appositi cartelli; anche tutti gli attraversamenti rispettano la segnaletica vigente negli altri Paesi dell'Unione Europea. Questo anello si congiunge poi al percorso di mountain-bike della Riserva del Lago di Penne, lungo 15 chilometri e gestito dalla Cooperativa Cogecstre, recentemente inaugurato e ancora in via di adeguamento segnaletico.
Lasciato il versante della Riserva del Lago di Penne si attraversa l'antico e pittoresco borgo di San Giuseppe, ai piedi di Farindola, fino a raggiungere negli ultimi chilometri del percorso il Fiume Tavo. Quest'area, caratterizzata dai numerosi attraversamenti sul corso d'acqua, è attrezzata per soste più lunghe e ospita un'accogliente area pic-nic.
La zona è riconoscibile dal lungo viale che conduce al parco sotto Farindola, caratterizzato dalla presenza di tanti piccoli alberi, impreziositi da leggiadre e colorate farfalline, con denominazione indicata, tra gli alberelli piantati per ogni nuovo nato nel borgo.
Ripercorrendo l'anello in senso opposto, sulla via del ritorno verso il centro di Farindola, bisogna prestare attenzione alla ripida discesa.
Munirsi di casco di protezione, di giacca impermeabile, per fronteggiare i repentini cambiamenti climatici e di macchina fotografica per immortalare le bellezze paesaggistiche.

| Distanza | 40 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 5 h |
| Difficoltà | **** |
| Dislivello in salita | 300 mt. |
| Dislivello in discesa | 300 mt. |
L'itinerario parte da Farindola e si snoda attraverso sentieri impegnativi, ma ricchi di fascino, entrando nel cuore della Valle d'Angri, verde vallata nata dalla confluenza dei crinali dei monti San Vito e Bertona e attraversata dal Fiume Tavo.
E dai percorsi sterrati della Valle d'Angri si arriva alla suggestiva Cascata del Vitello d'Oro, fino a spingersi al laghetto dove confluiscono le acque del Fiume Tavo e si trova la vecchia centrale idroelettrica.
Per effettuare questa escursione avvalendosi dell'esperienza di una guida è possibile contattare l'associazione sportiva "Team Bike a Ruota Libera Farindola 3000", che metterà a disposizione uno dei suoi maestri, tutti regolarmente accreditati dalla Federazione per il ciclismo fuori strada. È possibile contattare il signor Clemente (Tel. 335 7498631).
Il percorso, molto coinvolgente e apprezzato dagli amanti della natura, è piuttosto difficile e quindi adatto a ciclisti esperti, allenati, meglio ancora se accompagnati da una guida. Si parte dal centro visita del Parco di Farindola, borgo a quota 650 metri sul livello del mare, tra i più belli del comprensorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Da Farindola si va verso Montebello di Bertona, percorrendo tratti di vecchie mulattiere e di asfalto; raggiunto Montebello di Bertona si gira in direzione di località Acquafredda (tratto asfaltato, ma con salita molto impegnativa). Prima di arrivare in località Acquafredda si svolta a sinistra e si continua a salire raggiungendo il bivio che porta alla località Voltigno. Percorrendo un tratto di strada bianca si attraversa la piana del Voltigno per riscendere in località Acquafredda, ripercorrendo in senso inverso un tratto di strada asfaltata. In prossimità della stazione di geosismologia si gira a sinistra verso Fonte Vaccari. Si prosegue poi su un sentiero sterrato in discesa con tratti anche impegnativi, fino ad arrivare nella Valle d'Angri.
Alla Valle, sita a 4 chilometri da Farindola, si accede mediante uno strettissimo valico attraversato da una strada che taglia, in parete, un ripido strapiombo.
All'interno della Valle d'Angri si trova inoltre l'Area Faunistica del Camoscio, estesa circa quattro ettari, dove i camosci si sono integrati nel territorio e possono essere avvistati da una distanza ravvicinata nelle ore più fresche grazie alla particolare comodità del tratto stradale antistante e al sentiero che percorre esternamente tutto il perimetro del recinto.
Nella Valle d'Angri ci sono anche le sorgenti del Fiume Tavo, con tanto di prese acquedottistiche; all'altezza del canale dell'Enel si percorre un stretto sentiero che porta alla Cascata del Vitello d'Oro, alta 28 metri. La cascata, sorgente tra le più importanti del versante sud del gruppo del Gran Sasso, nasce dalla turbinosa penetrazione del Fiume Tavo attraverso la grotta della Bocca dell'Inferno prima di scendere nella vallata. Dalla Cascata del Vitello d'Oro si procede poi al laghetto di Pietra Lunga, dove si pratica con regolarità la pesca sportiva. Da qui, percorrendo un sentiero stretto e impegnativo, si raggiunge la vecchia centrale idroelettrica sul Fiume Tavo.
Dalla centrale si procede infine alla volta di Farindola.
Munirsi di giacca impermeabile, per fronteggiare i repentini cambiamenti climatici e di macchina fotografica per immortalare le bellezze paesaggistiche. Prestare molta attenzione all'angusto sentiero che dal laghetto di Pietra Lunga arriva alla vecchia centrale idroelettrica.
Da vedere a Farindola:

Nella prima metà di Agosto si svolge questa manifestazione per far conoscere alle nuove generazioni sapori, antichi mestieri e tradizioni della popolazione Vestina. L'escursione parte dal centro di Farindola e percorre il sentiero storico, che si snoda tra i nuclei rurali, borghi abbandonati, boschi e ampi campi incolti e raggiunge la Valle d'Angri, ombelico dell'Abruzzo montano, nota soprattutto per la limpidezza delle sue acque. Sul percorso, i soci dell'Associazione "ViviFarindola", delle altre associazioni locali e semplici cittadini, introducono gli ospiti al mondo di un tempo attraverso punti sosta di dimostrazione e degustazione.
Di volta in volta vengono trattati argomenti sulla "vita del centro storico", "la cultura del miele", "il buon pane fatto in casa", "l'arte dei cestai", "la festa della trebbiatura", "il duro lavoro nei boschi". Non manca il profumo del famoso "Pecorino di Farindola" e della "nuova economia del tartufo". Una giornata all'aria aperta in uno scenario ambientale di incomparabile bellezza che permette di vedere inoltre la cascata del Vitello d'Oro e i camosci dell'Area Faunistica lungo il percorso.
| Distanza | 30 Km misti |
| Tempo di percorrenza | 2 h |
| Difficoltà | *** |
| Dislivello in salita | 425 mt. |
| Dislivello in discesa | 425 mt. |
L'itinerario, che parte da Tocco da Casauria , si snoda fino alle Officine di Bussi diretto al Monte Roccatagliata, dove si domina la Valle Peligna e la Val Pescara. Paesaggi, oggi disseminati di suggestivi sentieri, plasmati a partire dal Medioevo dall'opera di monaci cistercensi e benedettini, come dimostrano le numerose abbazie presenti sul territorio.
Il percorso non è particolarmente difficile, ma è consigliato rivolgersi ad una guida esperta e accreditata. È possibile contattare l'associazione sportiva Bike Inside Team di Guardiagrele, affiliata alla Federazione ciclistica italiana, che vanta nel suo staff guide esperte, telefonando al sig. Stefano (347 2760487), o presso Hotel Ede (085 922121).
Si parte dal Municipio di Tocco Casauria verso via Rovetone, fino alla chiesa di San Rocco. Dopo essere scesi dallo sterrato che, dalla Chiesa di San Rocco porta in località Rovetone, c'e una fontana dove è conveniente rifornire le borracce.
L'itinerario va verso Bussi sul Tirino, percorrendo la SS 5, la Tiburtina Valeria, dal km 187+300 al km 184+500, per svoltare al bivio per Bussi Officine. Dopo aver superato un passaggio a livello si segue la strada asfaltata fino a all'ingresso dell'Ausimont, ex Montedison: da lì si percorrono altri 500 metri e, sulla destra, si attraversa un ponticello. La strada si presenta asfaltata con una leggera salita; percorsa per 500 metri sulla destra si noterà una sbarra. Appena entrati conviene ingranare il ‘rapportino' per la comoda e panoramica sterrata circondata da conifere. Inizia la scalata.
Dopo 1 km e 200 metri (275 s.l.m.) il primo ‘strappetto' che, in circa 200 metri, porta a quota 300 metri s.l.m. Continuando per circa 5 km si giunge a un casolare di cemento dove rifornirsi d'acqua e, salendo ancora per altri 5 km si giunge al secondo casolare (mt. 750 s.l.m.), ai piedi del quale, vi è Fonte Canale (dietro la siepe). Un altro breve tratto di leggera salita e si arriva in uno slargo (760 mt s.l.m.) con una vista magnifica sulla Valle Peligna, sulla valle del Tirino e sul versante aquilano.
Inizia la discesa sotto le spettacolari rocce della montagna di Roccatagliata. Al termine della discesa, si segue la traccia in leggera salita che porta a una mulattiera diretta verso la valle sottostante (Val Pescara). Si svolta a destra in leggera salita. Ancora pochi metri ed ecco finalmente la sospirata discesa, peraltro insidiosa in un punto, e più precisamente dopo circa 600 metri: in soli 500 metri ci porta da quota 690 m. s.l.m. a quota 610 m. Ancora un po' di sterrato fino a giungere località Dogli - 18.9 Km e metri 560 s.l.m. -: qui inizia un tratto asfaltato che porta sulla strada per Pescosansonesco vecchio - 20.8 Km e m 395 s.l.m. -, e si svolta a destra in direzione Castiglione a Casauria - 23.6 Km e m 260 s.l.m.
Dopo Castiglione a Casauria si scende alla Madonna della Croce per attraversare il passaggio a livello posto più avanti, e seguire la strada asfaltata fino al bivio con la Tiburtina; si gira a destra e dopo 300 metri inizia la salita che riporta a Tocco - 30.7 Km e m 280 s.l.m.
Attenzione al rifornimento d'acqua perché la seconda fontana indicata dal percorso in estate potrebbe essere asciutta.

Info: Uffici I.A.T.