E' preparato (caso unico in Italia e forse nel mondo) utilizzando il caglio di maiale, che gli conferisce aroma e sapori particolari. Si produce in quantità limitatissime in una ristretta area del versante orientale del massiccio del Gran Sasso.
La preparazione del caglio suino ha origini molto antiche, risale all'epoca romana, e ancora oggi è prerogativa esclusiva delle donne, che si tramandano la ricetta di generazione in generazione.

Ha la crosta striata (grazie ai cestini di giunco in cui viene collocato per la sgrondatura) di un colore che va dal giallo chiaro al marrone scuro, a seconda della stagionatura. La pasta è granulosa, giallo paglierina e leggermente umida, anche quando il formaggio è molto stagionato: merito del caglio e della tecnica di produzione. Questa umidità gli conferisce profumi leggermente muschiati (fungo, muffa nobile, legna secca) e, in bocca, una straordinaria pastosità e un grande equilibrio tra sensazioni piccanti e un buon sapore di latte ovino.
Un Consorzio riunisce i produttori e garantisce il rispetto del disciplinare di produzione. Il pecorino di Farindola, uno dei 46 Comuni della provincia di Pescara, si produce tutto l'anno. La stagionatura minima prevista dal disciplinare del Presidio è di 3 mesi.
Referente dei produttori del Presidio: Ugo Ciavattella, tel. 085/823133, 337/912386 - u.ciavattella@pecorinodifarindola.it
Per saperne di più: www.presidislowfood.it www.pecorinodifarindola.it

Info: Uffici I.A.T.