Caramanico Terme 


Comune: Caramanico Terme
Indirizzo: Corso Bernardi, 31

Telefono: 0859290202
Fax: 0859290202

Email: sindaco@comunecaramanicoterme.it
Sito Web: www.comunecaramanicoterme.it/

Lingue Parlate: Italiano


Centro turistico termale e del benessere.

Cenni storici

"Una Perfetta cittadella", così doveva apparire ad un viaggiatore alcuni secoli fa l'abitato di Caramanico, oggi tra i borghi più belli d'Italia. Il territorio circostante al paese ha rilevato segni di una presenza umana plurimillenaria e lo studio di siti archeologici di grande interesse, luoghi di culto, oggetti, testimonianze funerarie, santuari rurali oggi ancora in parte conservati ci consente di ripercorrerne la storia. Fino alla fine del VI sec. l'intera area era caratterizzata da diversi, piccoli, nuclei abitati, tra i quali emerse Caramanico. Studiosi e ricercatori hanno tentano di stabilire quando e perché questo si sia verificato, sulla base di ricerche di diversa ispirazione.

La più convincente tra le ipotesi finora elaborate fa risalire l'origine di Caramanico all'alto medioevo (VII sec.) è stata fondata dal duca longobardo Teodolapio, duca di Spoleto. Era un insediamento militare organizzato secondo uno schema tipico longobardo, che prevedeva l'affitto di proprietà da parte del sovrano ai soldati, i quali la utilizzavano per il loro sostentamento e la difendevano da attacchi di nemici. Il termine Caramanico, la cui origine etimologica è ancora oggetto di studio e ricerche, deriverebbe dalla voce longobarda di hariman (insediamento, distretto). La sua collocazione geografica rivestiva un importante ruolo strategico: arroccata su un crinale naturalmente difeso dalle valli del fiume Orta ed Orfento, costituiva via d'accesso per coloro che provenissero dalla vallata per Napoli. Nel '900 il paese subisce gli effetti delle due guerre, mentre si avvia  lo sviluppo dell'industria termale, tanto da diventare ufficialmente Caramanico Terme nel 1960. La presenza di acque curative nel suo territorio è documentata a partire dal XVI sec. Ma è nell'800 che vengono compiute le prime analisi scientifiche e si evidenzia la prima distinzione tra l'acqua sulfurea e quella diuretica del Pisciarello. Accanto al turismo termale si è sviluppato in modo esponenziale il turismo naturalistico. Legato ai grandi valori ambientali dell'intera area, che rappresenta uno degli scrigni più preziosi del Parco Nazionale della Majella, esso va considerato come nuova attrattiva unitamente alla cultura ed alle tradizioni gastronomiche.

Da visitare

In un percorso ideale il nostro turista potrà visitare l'Abbazia di Santa Maria Maggiore attraversando una parte di Corso Gaetano Bernardi. L'edificio si trova dietro la sede dell'ente comunale, visibile dalla piazza d'ingresso al paese. L'Abbazia ha antichissime origini. Il documento più antico che la riguardi risale al XI sec., ma non è chiaro se sia stata fondata dai monaci benedettini di S. Clemente a Casauria intorno all'anno 1000 o se appartenesse al monastero di Montecassino già in epoche precedenti. Dal suo impianto architettonico si evince che l'edificio sia stato costruito con la duplice funzione di essere fortificazione a difesa del paese, date le sue imponenti mura e luogo di culto preminente rispetto alle altre chiese del territorio circostante.  Il portone principale in stile gotico fu realizzato da Giovanni da Lubecca e risale al 1476. Finemente lavorato, ai lati appaiono sculture di simboli cristiani mentre sinuose foglie incorniciano tutto il portale. Uno splendido altorilievo della lunetta raffigura l'incoronazione della Madonna da Cristo e da Dio mentre lo Spirito Santo veglia dall'alto ed alcuni angeli assistono alla scena. L'interno della Chiesa racconta le trasformazioni subite nel tempo. Del primitivo aspetto romanico essa non conserva più nulla se non il presbiterio rialzato. Nel '500 un massiccio intervento cambiò l'aspetto della Chiesa. Infatti fu innalzato l'altare più venerato e dedicato all'Assunta, ancora oggi al centro di solenni festeggiamenti. Realizzato in pietra locale, con colonne tortili e marmi policromi, esso mostra la volta ed i pilastri con scene tratte dalla vita della Madonna e di Cristo. L'edicola posta al centro dell'altare è circondata da volti alati di putti e ospitava una statuina risalente all'anno 1000 dell'Assunta ma trafugata nel 1950.

 

Lo scultore caramanichese Nicola D'Antino ne realizzò una copia raffinata che ancora oggi possiamo vedere. Poggia tutt'ora sul quattrocentesco piedistallo di rame sbalzato e dorato a fuoco realizzato da Nicola Da Guardiagrele. A destra del succitato altare è da notare l'altare del SS Crocifisso che riporta una statua lignea del '400 che merita particolare attenzione: osservandola da sinistra mostra Cristo sofferente; dal centro Cristo in agonia e a destra morto. Accanto alla Chiesa di S. Maria c'è la Chiesa della SS. Trinità. Oggi l'edificio, pienamente funzionante, è utilizzato, in parte, durante le funzioni religiose più importanti e come oratorio. In Via Verdi, troviamo a sinistra, due palazzi settecenteschi riportanti stemmi araldici di antichi casati, svoltando alla fine del vicolo, sempre a sinistra, si apre il maestoso edificio della chiesa di San Tommaso D'Aquino oggi Auditorium di San Domenico. Fu Giacomo D'Aquino, domenicano, alla fine del '300, che volle che tale costruzione fosse eretta in onore del famoso avo domenicano. Da notare la maestosità del portale principale  sormontato da un rosone ed ai lati, poggiati a terra due leoni in pietra. Continuando con l'intenzione di raggiungere la zona "bassa" del paese, immettendoci su via del Carmine, si intravede una delle porte di accesso al paese, Fonte Cagneno, ancora quasi intatta. Percorrendo tutto il vicolo, sulla destra è possibile salire alcuni gradini e si apre la piazza sulla quale si affaccia il portone principale della Chiesa di San Nicola di Bari. Essa ci appare oggi così come fu riorganizzata nel '400. Altri lavori seguirono nel corso dei secoli. La facciata in stile neoclassico incornicia un portone del 1592 riccamente decorato; esso è sormontato da due nicchie nelle quali si trovano le statue di S. Pietro e S. Lucia, al centro la statua di S. Nicola risalente al 200. L'edificio si affaccia su Piazza Garibaldi, comunemente chiamata dai cittadini caramanichesi, il mercato; è una piazza che si apre a raggiera verso l'ultimo tratto del centro storico caramanichese contorniata di palazzi di origine ottocentesca. A sinistra si nota una fontana a mascheroni, anch'essa di origine ottocentesca, è seguita da un edificio sulla cui facciata è possibile notare una meridiana. Proseguendo troviamo Porta delle Nasse e per questa strada è facile notare le icone, immagini sacre scolpite in pietra locale dagli scalpellini del posto. Lungo le facciate delle case poste sulle strade principali, infatti, erano aperte delle nicchie ove erano collocati dei lumi ad olio accesi per la notte. Proseguendo, si raggiunge facilmente la "fine" del paese chiuso dalla Chiesa di San Maurizio e dal complesso dell'ex convento delle Clarisse. Di origine antichissima, considerando che il 1° documento risale al 1301, la chiesa è parte integrante del sistema di fortificazione che chiude il paese. Del complesso monastico delle Clarisse sappiamo che fu fondato nel 1636 da Giovan Battista Castruccio.

 

Oggi, l'edificio recuperato parzialmente è destinato ad ospitare eventi congressuali e, visitandolo, è ancora possibile, individuare la Chiesa annessa al convento dedicato a San Giovanni Battista e l'origine dell'edificio. Ritornando al punto di partenza ci si immette nella gradinata che da sinistra dell'ingersso del Comune  - Via Colle - sale fino ai ruderi del Castello, ad oggi, non sono più visibili neanche le sue mura ed al suo posto c'è una Pineta. Da qui il visitatore può raggiungere facilmente il Convento dei frati Cappuccini e visitare la Chiesa di San Lorenzo. Tale complesso, che risale alla fine del '500 non conserva più nulla del suo aspetto originario infatti fu interamente ricostruito negli anni '60. Si consiglia vivamente una tranquilla passeggiata in quanto si raggiunge uno dei punti panoramici più belli. Con lo sguardo si può spaziare, da sinistra, ed ammirare la Valle dell'Orta e le sommità del Monte Morrone e, a destra, le propaggini del massiccio della Majella e la Valle dell'Orfento. Frazione di San Tommaso, nota ad un pubblico attento per la Chiesa di San Tommaso Becket essa è conosciuta con il nome della "grande incompiuta". I lavori della sua edificazione iniziarono nel 1202 e terminarono frettolosamente nel 1219 tanto che le statue previste per abbellire la sua facciata furono inserite a caso lungo la parete esterna. Il complesso nacque per iniziativa di una comunità agostiniana, di cui si notano ancora oggi i ruderi del convento, che volle dedicarla a San Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury assassinato nel 1170 in Inghilterra. La chiesa al suo interno è strutturata a tre navate. Appena entrati l'occhio cade sulla prima colonna a destra, chiamata la "colonna santa" - chiamata così perché è la prima colonna che si incontra entrando dalla porta laterale posta alla destra della principale e che viene aperta in occasione dell'anno giubilare.

I percorsi di sci d'alpinismo

Da Monte Rapina (mt 2027) a Pescofalcone (mt. 2657)

Partenza: San Nicolao - bivio strada forestale per Guado San Antonio

Dislivello in salita: mt. 1142 - Periodo consigliato: dicembre - aprile

Difficoltà: medio sciatore

Pescofalcone (mt. 2657) per Rava del Ferro

Partenza: Lama Bianca (Sant'Eufemia a Maiella)

Dislivello in salita: mt. 1159 - Periodo consigliato: dicembre - giugno

Difficoltà: madia sciatore alpino

Monte Amaro (mt. 2793) per Rava della Vespa

Partenza: Rava del Ferro (mt. 1498) - Sant'Eufemia a Maiella

Dislivello in salita: mt. 1295 - Periodo consigliato: dicembre - giugno

Difficoltà: ottimi sciatori alpini

Monte Amaro (mt. 2793) direttissima per Rava Giumenta Bianca

Partenza: Fonte Fredda (mt. 1126) - Passo San Leonardo (AQ)

Dislivello in salita: mt. 1528 - Periodo consigliato: dicembre - maggio

Difficoltà: buoni sciatori

Blockhaus (mt. 2142)

Partenza: Decontra di Caramanico (mt. 810) - Dislivello in salita: mt. 1332

Periodo consigliato: dicembre - aprile

Difficoltà: medi sciatori.

Rifugi

Rifugio P. Barrasso (mt. 1542) località Prato della Corte, sul Monte Rapina nel Comune di Caramanico Terme. E' composto da due attrezzate con cucina a gas e camino. Non c'è acqua.

Rifugio F. Di Donato (mt. 1299) località Lama Bianca nel Comune di Sant'Eufemia a Maiella. Consta di due ambienti per un totale di otto posti letto. Al piano terra si trovano un camino, una stufa ed una cucina a gas con suppellettili, al piano superiore tavoli e materassi.

Rifugio M. Di Marco (mt. 1747) località Prato della Maielletta nel Comune di Caramanico Terme. Strutturata ad un piano composta di due stanze con cucina, tavolato per sei posti letto ed una stufa. Nel rifugio non c'è acqua.

Tradizioni

Le festività di agosto - Al centro dei festeggiamenti solenni c'è la "Madonna grande di Caramanico", come il popolo caramanichese ha sempre chiamato, da secoli, la madonna Assunta. Le festività si aprono il 1° di agosto con l'accensione dei favoni. Imponenti falò notturni arsi nelle piazze e nelle contrade intorno al paese, ma tutti ben visibili l'uno dall'altro, capaci di accendere con i propri bagliori la notte. La cerimonia di grande suggestione ha inizio con il suono delle campane proveniente dalla Chiesa madre che dà il via all'accensione degli stessi; a completamento di ciò canti e balli tradizionali allietano la serata all'interno della quale si tiene anche la sagra del dolce tipico caramanichese il cui posto principale è occupato dalla pizzella. Il giorno 15 agosto la solenne processione conduce l'effige della Madonna per tutte le vie del paese. Le serate sono allietate da musica e balli e la sera del 16 agosto il tradizionale ballo della pupa conclude i festeggiamenti in modo spettacolare.

Da giugno a settembre, l'amministrazione comunale, unitamente all'ass. commercianti ed artigiani, albergatori ed Accademia Marino Da Caramanico, propongono un programma di manifestazioni che spazia da pomeriggi di animazione per grandi e bambini, cinema, rassegne concertistiche e di musica classica di alto livello, serate di musica leggera, e tanto divertimento.

Attivita, culturali

Concorso Internazionale di musica P. Barrasso.

Rassegna concertistica, ambedue organizzate dall'Accademia Musicale M. Da Caramanico.

Natura e territorio

Parlare di natura a Caramanico significa localizzare una zona, quella della Valle dell'OrfentoLungo il fiume la presenza del merlo acquaiolo, assunto a simbolo della riserva, in quanto indicatore di acque limpide, è accompagnata da quella di trote fario ed alborelle oltre che a numerosi invertebrati acquatici.  La flora fa da padrona con varietà e tipicità numerosissime: salici, pioppi, fusaggine oltre a valeriana rossa, felci, muschi, viola epatica e, dove i terreni diventano acidi, ciclamini, querce e alberi da frutto selvatici ci parlano di una presenza dell'uomo fino ad epoca recente, mentre gli eremi presenti lungo tutta la valle dell'Orfento, se ne contano sette, le cui origini sono in qualche caso antecedenti al 1000, rappresentano una voce importante  che giustifica l'altro appellativo attribuito a questa parte del massiccio, di montagna santa. E' comunque il faggio che domina il paesaggio, fino alle vette più alte dove cede il posto al pino mugo.  La natura ha regalato a Caramanico tre acque altamente terapeutiche che, grazie alla loro particolare composizione, lo hanno fatto diventare uno dei centri termali più importanti d'Italia. La Salute e la Gisella sono acque minerali solforose ad alto grado solfimetrico, in particolare la prima, ha il più alto contenuto di idrogeno solforato tra quelle utilizzate in Italia ed Europa per le terapie termali. Quella del Pisciarello è un'acqua oligominerale ad effetto diuretico. Oltre alle classiche cure termali è possibile curarsi con trattamenti termali estetici.

Curiosita,

Ancora oggi gli anziani del posto raccontano dei fatti accaduti nei giorni di fine ottobre 1860; questi racconti sono oggi riportati dalla tradizione orale e sono stati vissuti direttamente dai nonni o dai padri dei nostri concittadini. Si tratta della rivolta dei contadini guidati dal brigante Camillo Colafella contro l'annessione al Regno D'Italia. Naturalmente essa fu subito sedata ma tutto il territorio fu protagonista di scorribande memorabili.

Una leggenda narra che le origini del nome Caramanico siano da attribuire alla presenza nell'abitato di un certo Monaco Caro. Costui organizzò  e riunì in tanti centri le numerose famiglie sparse un po' dappertutto intorno ad un unico centro: Caramanico, appunto,  nome dato al nuovo paese proprio dagli abitanti del luogo a testimonianza dell'opera del monaco. Inoltre, narra la leggenda, che egli portò con se dalla Francia l'effige della Madonna Assunta.

Numeri utili

MUNICIPIO tel. 0859290202 fax 0859290202

www.comunecaramanicoterme.it

CARABINIERI tel. 085 92208

GUARDIA MEDICA tel. 085 9290135

SOCCORSO IN MONTAGNA -  SOCC. ALPINO E SPELEOLOGICO:

NUMERO VERDE 800 25 82 39

PRONTO SOCCORSO

Ospedale di POPOLI     tel. 085 9898222

Ospedale di PESCARA  tel. 085 4252450/4225666

Ospedale di CHIETI        tel. 087 1/3581

ST. MEDICO Dr. Ciccotelli  tel. 085 9290355 - Dr. Pardo tel. 085 922194

AEREOPORTO D'ABRUZZO tel. 0854324201

SOCCORSO STRADALE

Auto officina Tobia Patrizio: tel. 085 922221 oppure 340 3539659

Carrozzaria Giò:  tel. 085 92487

ACA tel. 08541781

ARPA tel. 0854324411

Servizio Taxi Antonio De Acetis 085 948226 - 347 6149980

Noleggio Bus Tocco Nicola 085 922000 - 333 4492755.

 




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